Carta vince, digitale perde

Carta vince, digitale perde

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Buon lunedì digitale.

In Italia, e solo in Italia, esistono la PEC (acronimo di Posta Elettronica Certificata) e la firma digitale.

Tutti gli Enti pubblici e tutte la aziende private, professionisti compresi, hanno l’obbligo di avere una PEC e la firma digitale, eppure, Assicurazioni e Banche, senza la firma autografa, non fanno nulla.

La PEC e la firma digitale servono per aprire una attività, per collegarsi con le Camere di Commercio, per richiedere di partecipare a gare o a lavori, per firmare domande di contributi ma per snellire la liquidazione dei sinistri o altro, no.

Come dicevo, Banche, Assicurazioni e Aziende richiedono ancora la firma autografa con allegato, magari, la copia di un documento di identità, peggiorando la loro posizione e i loro obblighi, almeno relativamente alla tenuta di documenti sensibili per la privacy, come sono appunto quelli di identità.

Un file firmato digitalmente e spedito per PEC, é sicuramente più certo di una firma autografa fatta su un documento poi scansionato e spedito per posta ordinaria o anche per e-mail standard.

Impiegheremo ancora anni, prima di smettere di essere borbonici e obsoleti nella moltiplicazione e nel mantenimento di abitudini inveterate.

A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie

@robertostorti