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31/10/2008 :: Con una targa, una scultura e un libro
Così Mantova ricorda Carlo Castagnoli
Grazie a Comune, Fondazione BAM e Liceo Scientifico
Oggi, venerdì 31 ottobre 2008, presso il Liceo Scientifico cittadino “Martiri di Belfiore” si è commemorata con la posa di una targa la figura di Carlo Castagnoli, professore emerito di Astrofisica nell'Università di Torino, nato a Mantova il 6 ottobre 1924 e spento a Torino il 5 maggio 2005 a pochi mesi di distanza dall’amata moglie Giuliana Cini, con cui condivise la passione per la ricerca.

Carlo Castagnoli si maturò presso il Liceo Scientifico nel 1942, come ha ricordato un suo compagno di allora, il prof. Walter Mantovani Segretario dell’Accademia Nazionale Virgiliana, che abbiamo intervistato per ricordare alcuni episodi di quel periodo.
Mantovano Castagnoli lo restò sempre, per cultura e temperamento, con un tessuto umano di grande solidità unito ad un carattere battagliero. Famose rimangono all’Istituto di Fisica alcune delle sue esplosioni caratteriali: “quando ce vo’ ce vo’ !” diceva. Si laureò cum laude nel 1947 all’Università di Pisa e nello stesso anno si diplomò, ancora con lode, alla Scuola Normale.

Con lui è scomparsa una delle figure più rappresentative dell'astrofisica italiana, che lo ha visto protagonista dagli esperimenti pionieristici degli anni '50 presso il laboratorio Testa Grigia nel Cervino a 3480 m s.l.m., agli studi sui raggi di alta energia e sui neutrini nei laboratori sotterranei del Monte Bianco. E’ stato Presidente della Società Italiana di Fisica, Accademico dei Lincei e membro dell’Accademia Nazionale Virgiliana.
Molto attento anche agli aspetti storici e di fondamento della scienza, Carlo Castagnoli è stato per anni direttore de "Il giornale di Fisica" e migliaia di giovani hanno potuto apprezzare il taglio culturale del suo testo di fisica per il Liceo.

Un suo commento risalente al 2000, riletto oggi appare assolutamente e drammaticamente ancora attuale: “La nebbia fitta che grava da un paio di decenni sull’Università italiana, si addensa ora in particolare sulle facoltà scientifiche. Queste infatti richiedono sempre più mezzi, più ricercatori, più docenti e più ordine delle altre facoltà; e lo sforzo per restare al giusto livello internazionale è crescente e forse non più sopportabile dal solo spirito volontaristico che ha retto la parte migliore della fisica italiana e dei suoi organi rappresentativi …. In un quadro così poco promettente per il futuro, occorrono sforzi organizzati e ben sostenuti anche dallo Stato ... Per fortuna i costruttori sono sempre ottimisti…”. Ma ci chiediamo per quanto ancora.
[riccardo govoni]
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