Eugenio Finardi “Sugo” (1976)

Eugenio Finardi “Sugo” (1976)

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In onda tutte le sere alle 20e15 - 22e15 - 00e15

Ascolta il Disco Base della settimana

1. EUGENIO FINARDI "Musica Ribelle"
2. EUGENIO FINARDI "La Radio"
3. EUGENIO FINARDI "Sulla Strada"
4. EUGENIO FINARDI "Voglio"
5. EUGENIO FINARDI "Oggi Ho Imparato A Volare"

discobase-fb-logoSugo è il secondo album di Finardi e contiene il primo brano che si aggiungerà nella lista dei pezzi che diventeranno dei classici per l’artista, “Musica ribelle”.
Rispetto all’esordio, è meno grezzo e reazionario, i brani hanno degli arrangiamenti più pop. “Musica ribelle” apre il disco, è un brano musicalmente grintoso che tratta di tematiche tipicamente adolescenziali (“anna ha 18 anni e si sente tanto sola, ha la faccia triste e non dice una parola, tanto è sicura che nessuno la capirebbe e anche se capisse di certo la tradirebbe”), quali l’insoddisfazione, i sogni, le speranze di un futuro diverso, la passione per la musica ribelle “che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle, che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare, di mollare le menate e di metterti a lottare”
Fantastica la successiva “La radio” in puro stile country, che decanta le qualità della radio libera, ed è stata scritta “su commissione” per Radio Popolare. In seguito verrà rifatta, ma perderà la inarrivabile freschezza qua presente.
“Quasar” è un gradevole strumentale jazzato, che mette in mostra uno scambio di bassi tra Finardi e Tavolazzi. “Soldi” nella sua disarmante semplicità “Ma se soldi tu non hai, niente soldi tu farai” ha il tipico piglio rocchettaro del Finardi d’annata.
“Ninnananna” anticipa un po’ la vena pop romantica che si svilupperà in seguito.
Con “Sulla strada” torniamo al rock di strada con riferimenti al primo lavoro (“finalmente saluteremo il signor padrone”) e ai primi tour.
“Voglio” ha un testo sognatore ed ottimista, con accenni a tematiche spaziali, poi ripresi in seguito con l’extraterrestre (in “Blitz”) e altri brani di “Finardi” (“con un telescopio in un buco sul tetto, per guardar le stelle ed i pianeti e scoprirne i segreti, perchè anche guardando lontano si capisce quel che si ha vicino “). Altro tema ricorrente, presente in questo brano, è la volontà di creare una famiglia.
“Oggi ho imparato a volare” è un altro bel pezzo, semplice come molti dei migliori brani del nostro.
“La C.I.A.” è cantato in inglese e la cosa non deve stupire, visto che Finardi successivamente farà un intero disco cantato in tale lingua. In questo caso però il ritornello è in italiano.
“La paura del domani” è quasi parlata, la musica è in secondo piano ed è un brano decisamente minore, che chiude in maniera un po’ dimessa un buon disco.
Da sottolineare i musicisti di alto livello che hanno preso parte al lavoro. Oltre a Finardi, ci sono gli altri due componenti del gruppo “Il Pacco” e cioè nientedimeno che Alberto Camerini e Calloni.
Aggingete Ares Tavolazzi al basso, Paolo Tofani alle chitarre e Patrizio Fariselli alle tastiere, tutti e tre ex componenti degli Area. In ultimo Lucio “Violino” Fabbri (PFM), Hugh Bullen al basso, Lucio Bardi alla chitarra e Claudio Pascoli al sax.
Un disco importante dal punto di vista storico, perché ha aperto una delle vie al rock italiano

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Oltre a vicepresiedere come si conviene a un vicepresidente, ci guarda dall'alto dei suoi 192 cm. La foto non tragga in inganno.