17 febbraio

17 febbraio

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Il 17 febbraio 1600 il filosofo Giordano Bruno, dopo aver scontato otto anni di prigionia, è messo al rogo in campo dei Fiori a Roma dal Santo Officio Romano dell’Inquisizione. Fra i capi d’imputazione: l’aver sostenuto le teorie copernicane e l’aver sostenuto l’esistenza di più mondi innumerevoli ed eterni, ovvero aver affermato che la Terra gira attorno al Sole e che l’universo va al di là del sistema solare. In base alla sentenza i suoi libri vengono bruciati in piazza San Pietro e messi all’indice dal Papa che, negli stessi giorni in cui decideva personalmente la sorte di Bruno, celebrava l’eccezionale Giubileo dell’anno 1600. Papa Wojtyla, che nel 2000 ha celebrato un nuovo Giubileo, ha colto l’occasione di organizzare una “”giornata del perdono””, chiedendo scusa per l’intolleranza, le violenze e i soprusi commessi durante le Crociate e nell’Inquisizione. Certo uno dei gesti più originali del Grande Giubileo e forse l’atto più importante di tutto il suo pontificato. Ma per l’omicidio di Giordano Bruno nulla, nessuna parola. Per secoli la Chiesa ha negato che questo rogo fosse mai avvenuto. Poi, alla fine dell’Ottocento, dagli archivi riemerse la sentenza di condanna e il verbale di esecuzione in cui si raccontava di come Bruno, fino all’ultimo, “”stette sempre nella sua maledetta ostinatione, aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori e vanità””. Per questo fu “”condotto in Campo dei Fiori e quivi spogliato nudo e legato a un palo fu brusciato vivo””, mentre la Compagnia di Gesù gli cantava le litanie e la Terra girava attorno al Sole.
[rf]

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