2 marzo

2 marzo

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Da qualche parte lassù c’è una trentina che non ha paura di volare. Twitta col nome di AstroSamantha ed è la prima donna italiana nello spazio. Sta trascorrendo un lungo periodo nella Stazione Spaziale Internazionale, una specie di Erasmus tra le stelle. Il “”nonno”” di Samantha Cristoforetti si chiama Vladimir Remek, cecoslovacco, e il 2 marzo del 1978 per lui è un giorno speciale: è il primo astronauta non americano e non sovietico ad imbarcarsi su una navicella spaziale. La missione è russa e si chiama Soyuz 28; l’esordio di un astronauta straniero viene giudicato da molti commentatori come l’ennesima esibizione dei muscoli di Mosca. La stazione spaziale è molto efficiente, tre moduli si agganciano contemporaneamente. Già che ci sono gli astronauti gli danno anche una rassettata, perché si sa che l’idraulico quando serve non si trova facilmente, figurati da quelle parti. Il rientro sulla terra avviene una settimana dopo la partenza, con grande gioia di uno dei quattro astronauti che durante il soggiorno spaziale è stato colpito da un terribile mal di denti. Anche qui, stesso discorso di prima: nello spazio è complesso trovare un dentista, meglio tornare. Oggi, mentre AstroSamantha twitta la compilation del giorno o la foto della sua finestra con vista pianeta Terra, Remek ha sessantasette anni e, una volta chiusa l’esperienza spaziale, ha fatto l’europarlamentare: dopo aver volato altissimo, insomma, è tornato a occuparsi di cose molto più terrene.
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