10 marzo

10 marzo

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

La logica classica è tutta fondata sul principio di non contraddizione. Lo scoprì Aristotele e lo descrisse pressapoco così: “”è impossibile per lo stesso attributo appartenere e non appartenere allo stesso soggetto dallo stesso punto di vista””. Il che significa, per spiegarla con un esempio greco, che non è possibile che nello stesso momento Socrate sia in piedi e sia seduto, perché delle due o l’una o l’altra. Oppure, per farla ancora più semplice: o piove o non piove. Ma poi, si sa, ai filosofi piace contraddirsi e così sono nate le logiche polivalenti, quelle che ammettono una terza possibilità e anche di più. In effetti la realtà è spesso fatta di chiaroscuri: fa due gocce, ha smesso, no ricomincia, grandina, nevica e addirittura qualche volta piove con il sole. Poiché non siamo nient’altro che un riflesso della realtà che ci circonda, ecco che possiamo addirittura amare e odiare allo stesso tempo. Lo ha sostenuto Catullo con dei versi d’amore che sono tra i più belli di sempre, senza peraltro essere riuscito a spiegarci il perché sia così. Siamo esseri controversi, incoerenti. Wislawa Szymborska scrive: “”Quando pronuncio la parola futuro, la prima sillaba già va nel passato. Quando pronuncio la parola silenzio, lo distruggo””. Paul Simon certamente non conosceva questa poesia quando una cinquantina d’anni fa, il 10 marzo 1964, insieme ad Art Garfunkel registrava “”The Sound of Silence””, il loro capolavoro, l’ossimoro più contraddittorio, condito di un inconfondibile arpeggio e di un incipit diventato leggendario: “”Hello darkness, my old friend””.
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