L&D – Flavo e microondabile

L&D – Flavo e microondabile

Ogni giorno una parola da salvare e una da imparare

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Buongiorno e bentrovati.
La parola poco o per nulla usata che oggi vi propongo è “flavo”. Flavo è il colore giallo dorato. Si presta bene per descrivere quella tonalità dei capelli biondi che tende al rossiccio, tanto di moda tra le signore del Cinquecento anche mantovano, come testimoniato dai dipinti di quel periodo. Ottenere i capelli flavi in quell’epoca priva di prodotti chimici non era poi così difficile; tutti i ricettari del tempo insegnavano come preparare l’impacco necessario, nel quale l’ingrediente immancabile era l’urina, un elemento naturale ricco di ammoniaca.
La nuova parola da imparare di oggi è invece “microondabile”. Negli ultimi anni abbiamo assistito al diffondersi dell’aggettivo microondabile su involucri di prodotti da cuocere o scaldare con il forno a microonde. Non esiste una vera alternativa a microondabile, bisognerebbe usare perifrasi, come cucinabile o riscaldabile al microonde se si parla di una pietanza, oppure resistente al microonde se si intende un contenitore o un involucro. L’introduzione di questo termine nella lingua italiana non è passata sotto silenzio e ha sollevato da più parti commenti perplessi. Il noto giornalista Beppe Severgnini ha qualificato questa parola come “talmente brutta da diventare interessante”.
A domani, con nuovi lemmi!

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Ogni giorno una parola da salvare e una da imparare. In onda tutti i giorni alle 8.15 e alle 19.15