Psychiatric Circus: uno show psicotico da non perdere

Psychiatric Circus: uno show psicotico da non perdere

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“Un evento psicotico, un viaggio nella follia, un luogo in cui il senso delle cose è totalmente capovolto.
Nel manicomio del dottor Josef nulla è come sembra.
Non fidatevi di nessuno, perché qui trovano asilo solo i pazzi, e i pazzi, si sa, non conoscono regole”.

Un pò circo, un pò cabaret, un pò teatro, Psychiatric Circus, è il nuovo spettacolo delle famiglie circensi Bellucci-Medini, a tinte forti, irriverente, terrificante e divertentissimo.

Psychiatric Circus

Ha già fatto sold-out in diverse città italiane e si prepara a sbarcare a Mantova, presso il complesso Boma di San Giorgio di Mantova, dal 16 marzo al 26 marzo 2017. Lo show piace, ma è vietato ai minori di 14 anni.

Un cast internazionale di artisti di altissimo livello, un gioco di incastri tra acrobatica al suolo e aerea, verticalismo, contorsionismo, cabaret, fantasismo e tanta folle comicità per regalare agli spettatori adulti risate terrificanti. Tanta l’interazione con il pubblico in sala, per un evento che con i soli metodi dell’irriverenza e dell’umorismo vuole affrontare la tematica dell’insanità mentale in maniera rispettosa, scardinando i nostri status quo, sollevare questioni e tabù.

Fortemente voluto a Mantova dall’Associazione Arte dell’Assurdo, ai nostri microfoni la presidente Annalisa Venturini.

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Classe 1990 e una vita piena di paradossi. Da bambina non parlavo con nessuno, da grande ho preso un po’ di lauree in comunicazione e media, e ne ho fatto il mio mestiere, che adoro. Ho vissuto per qualche anno all’estero: la Svizzera mi ha adottato e la Spagna mi ha abbracciato, ma l’Italia rimane il mio nido. Racconto il mio territorio, conoscendo quello che sta al di là delle dogane. Ma dato che sono cresciuta a sbrisolona e Sailor Moon - Paladina della giustizia, tra le altre, mi occupo anche di mediazione interculturale e libertà civili. Qualcuno a volte, mi definisce Don Chisciotte contro i mulini a vento. L’ironia e la libertà sono gli unici modi che conosco, e sono quelli che voglio comunicare ai microfoni di Radiobase. Il mio motto? Sii te stesso, tutti gli altri sono già occupati.