L’ultimo miglio

L’ultimo miglio

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Buon venerdì consegnato

L’ultimo miglio è quello decisivo per quasi tutto, dalla maratona, alla linea telefonica con cambio di gestore,  alla consegna del pacco di merce ordinata on-line.

Le spese on-line crescono a vista d’occhio e, oltre a creare problemi ai negozi classici che rischiano di diventare sale di prova dove andare a tastare il prodotto, provarlo e poi ordinarlo sul web, stanno intasando le strade.

Soprattutto nei centri storici, i furgoncini per le consegne, non sapendo dove parcheggiare, anche perché gli spazi sosta a loro destinati sono occupati da abusivi, per rispettare i tempi capestro di consegna, si mettono in doppia o tripla fila o al centro delle piazze per far percorrere l’ultimo tratto di strada al pacchetto atteso dall’ansioso ordinante.

Amazon, oltre a uccidere il commercio, sperimentando droni che porteranno i pacchi dal cielo, auto con bagagliaio apribile a distanza dal titolare per far depositare il pacco, far rinascere il portierato troppo presto abbandonato dai condomini, e ora, utilizzando spalloni come quelli che contrabbandavano o contrabbandano sigarette dalla Svizzera che, con enormi zaini contenenti scatole, scatoline e scatoloni, percorrono le vie del centro cittadino, soprattutto in pausa pranzo, per consegnare in tempo utile il pacco, decreterà, forse, la fine anche dei trasportatori e delle poste, di cui ha già ottenuto licenza per le consegne in proprio.

Quello del ritorno dell’umano che trasporta, e che percorre l’ultimo miglio, è forse la romantica rivincita dell’uomo sulla macchina ma certo un segnale della nostra dipendenza dalla fretta e dall’ansia di ricevere, subito, quello che avevamo ordinato solo qualche ora prima.

Arriverà anche il momento del piacere dell’attesa, per ora vince il contrario, e Amazon.

A risentirci, a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie.

@robertostorti

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