Un giorno di astinenza anche per la religione degli smartphone

Un giorno di astinenza anche per la religione degli smartphone

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Buon venerdì astinente

In gita scolastica, gli insegnanti delle scuole medie di Goito, hanno notato che i ragazzi, pur essendo a qualche metro di distanza l’uno dall’altro, si tenevano in contatto messaggiando con il telefonino, ma non parlando e interagendo come sarebbe stato più normale, data la vicinanza.

E’ nata da qui l’idea di proporre agli studenti di terza media di rinunciare per due giorni alla messaggistica istantanea, al controllo compulsivo del display, insomma, all’uso del telefonino.

Come tutte le religioni che prevedono, per la salute fisica, periodi di astinenza dal cibo, credo che anche la potente religione degli smartphone debba indire giornate in cui astenersi dall’uso di questo strumento che accorcia le distanze ma che allontana le vicinanze.

Interessanti le reazioni degli studenti che hanno scoperto o riscoperto i nonni, i compagni di giochi con cui parlare ma anche l’ansia da privazione che si può controllare.

Farebbe bene anche a noi adulti, dai cui i ragazzi hanno appreso a dipendere dallo smartphone, adulti dai quali non si sentono di prendere lezioni, almeno sino a quando, invece di guardarli negli occhi, pensiamo di telecomandarli o di controllarli coi messaggini.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti

 

 

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