Orientauscita Tutto serve per “capirsi”

Orientauscita Tutto serve per “capirsi”

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Buon sabato orientante

Questa mattina, al Liceo Virgilio di Mantova, dove il 90% é orientato a fare l’università dopo la maturità, gli studenti delle ultime classi ascolteranno le esperienze di ex colleghi, già maturi e ora studenti universitari, raccontare la loro esperienza, per capire cosa fare e quale università scegliere.

Un tempo si sceglieva prevalentemente il corso la facoltà che aveva fatto il papà o la mamma, o il nonno o la nonna, a volte l’amico o l’amica ma spesso senza sapere cosa si faceva in quelle aule, immaginate e lontane dall’esperienza liceale.

Ricordo, con precisione, come invidiavo, quando ero in prima superiore, quelli degli ultimi anni, pensandoli formati e consapevoli di cosa fare del loro futuro.

Arrivato anche io al momento della scelta mi sono reso conto che forse ero più incerto in quinta di quanto non fossi entusiasta del futuro scolastico in prima: mi mancava l’esperienza della prova.

Ecco, quello che mancava, e che penso manchi ancora alla scuola superiore, é permettere di provare.

Troppo ancora indirizzata in schemi fissi e curriculari, manca lo spaziare tra i saperi, fondamento per una scelta, probabilmente più vicina alle proprie aspirazioni e ai propri desideri di futuro.

Comunque “orientareuscita”, questo il nome dato all’iniziativa odierna, ascoltando compagni della propria generazione, é un modo da utilizzare e non buttare.

Tutto serve per capire e soprattutto, per “capirsi”.

A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie

@robertostorti

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