Storia del Principe Dumbo -1

Storia del Principe Dumbo -1

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Settimanale di favole inedite a cura di M. Vittoria Grassi

Le favole di MVG

Storia del principe Dumbo . 1

C’era una volta un principe molto ricco e simpatico. Il suo nome era Stradalbertoultravincenzounicograndere (i suoi genitori, per la verità, alla sua nascita si erano un po’ montati la testa) ma tutti, fin dall’infanzia, lo chiamavano Dumbo. Il motivo di questo soprannome è facile da indovinare: già nella culla il principe si caratterizzava per due principali qualità, il sorriso a tutta faccia e le orecchie smisurate. Il sorriso era senz’altro piacevole a vedersi ma le orecchie, ahimé, erano tutt’altra cosa. Crescevano e crescevano quasi a vista d’occhio, tanto che, quando il principe fu un bel giovane piacente, le orecchie gli si appoggiavano morbidamente sulle spalle e arrivavano alle ascelle. Dumbo, che aveva come avrete capito un ottimo carattere, non se ne faceva troppo un problema e cercava di accomodarsele come poteva, soprattutto per accontentare sua madre, la regina Geremiade, che stava tutto il giorno a lamentarsi e che, quando lo vedeva, stramazzava sulla poltrona più vicina e riempiva di singhiozzi fazzoletti larghi quanto un lenzuolo. Così Dumbo si ingegnava ogni mattina, aiutato dal suo fido valletto Arzillo, a rimediare alle sue megaorecchie. Un giorno se le raccoglieva con un elastico dietro la testa, un altro se le accartocciava a cavatappi (però l’udito, che era ovviamente finissimo, ne risentiva un po’), un altro ancora se le raccoglieva in un turbante ecc. ecc. Certo anche l’udito finissimo dava qualche problema perché Dumbo sentiva cadere un capello a un chilometro di distanza, ma il principe sopportava questo inconveniente con allegria, anzi si era abituato a godersi un po’ questo privilegio. “”Ascolta, Arzillo – diceva – la talpa stanotte è uscita dal nascondiglio prima del solito! E la luna, salendo, mi pare abbia prodotto un lieve fruscio… sembra anche a te?”” oppure””Arzillo, a mia madre è caduta dal piede la pantofola mentre saliva le scale della torre a chiociola! Ti dispiace aiutarla?”” Naturalmente Arzillo non sentiva nessuno di questi suoni ma accontentava sempre il suo principe e diceva di sì, facendolo contento. Si avvicinò ben presto il momento in cui il principe Dumbo avrebbe dovuto scegliere una sposa. Geremiade e il suo regal marito, il re Concreto, ne parlavano ormai ogni notte. “”Io direi – diceva Concreto – di fare un bel ricevimento e di lasciare scegliere a lui! Non ripetiamo l’errore del nostro fidanzamento, quando tuo padre Erroneo e mio padre Incerto si misero d’accordo con dei segnali di fumo per farci sposare …”” “”Ma caro, tu dimentichi le orecchie!”” ribatteva Geremiade. “”Quali orecchie? – diceva Concreto, che badava al sodo e non si occupava dei dettagli – Nostro figlio ha problemi d’orecchio? E’ sordo per caso?”” “”Ma no caro, anzi – azzardava Geremiade – sono solo un pochino … sporgenti, pronunciate, ondulate, sparse sulle spalle ..”” “”Meglio,- chiudeva deciso Concreto- : vuol dire che d’estate le muoverà e né lui né sua moglie avranno bisogno del condizionatore! E’ un bel risparmio!”” Geremiade a questo punto stava zitta e andava a sfogarsi con le dame di corte, sbraitando che non avrebbe mai avuto nipotini e che Concreto pensava solo a se stesso e così via.
Bene. Mi pare chiaro che il resto della storia va rimandato di una settimana. Spero che qualche mio fan provi a dare una conclusione: in caso contrario vi dirò io presto come andò a finire!!!!

Immagine tratta da comune.roma.it