La gallina Escort

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Settimanale di favole inedite a cura di M. Vittoria Grassi

Le favole di MVG

La gallina Escort

C’era una volta una gallina. Era una gallina davvero bellissima: alta, formosa, con due belle zampe diritte e un piumaggio bianco leggero ed elegante. Quando passava davanti ai galli, questi si voltavano e fischiavano, ma la gallina, che si chiamava Altera, non si voltava neanche: alzava il becco con aria di superiorità e disprezzo e zampettava oltre, ancheggiando. Per la verità Altera era anche molto ambiziosa, consapevole della sua bellezza e, da quando era passata per caso davanti alla finestra della cucina della sua padrona, che aveva la TV accesa, aveva anche un sogno segreto, quello di diventare Escort. “”Che cosa ho di diverso da quelle che ho visto in TV? – diceva a tutti – le mie gambe sono dritte e lunghe, ho le curve al punto giusto, sono intelligente come loro e la mia cultura è sufficientemente vasta per far carriera. Ho anche vinto due premi partecipando al Grande Pollaio e all’Isola dei Pennuti!””. Le altre galline però non solo non le davano retta ma cercavano di dissuaderla.”” Non volare troppo in alto, Altera, – le raccomandava sempre una saggia vecchia gallina (che si teneva sempre prudentemente lontana dalla cucina) – la bellezza non è tutto!”” “”Soprattutto per chi non ce l’ha!”” ribatteva Altera seccata, e se ne andava per i fatti suoi, sculettando e sognando nuove avventure. Una mattina, sempre spiando dalla finestra della cucina, sentì che la padrona parlava della Pasqua imminente e delle uova di cioccolata che avrebbe regalato ai suoi bambini. “”Uova davvero speciali – diceva la donna – i bambini ne saranno entusiasti! Ci sarà anche un premio per l’uovo più bello!”” “”Accipicchia! – pensò Altera – è arrivata la mia occasione: se riesco a fare delle uova di cioccolata, anziché le solite uova bianche che fanno tutte le altre mie compagne, la padrona mi premierà e magari andrò anche in televisione!”” Detto fatto cominciò a mettere in opera il suo piano. Girava per tutta la corte a becchettare tutto quanto trovava che assomigliasse al cioccolato, almeno nel colore: gusci di noce, chicchi di caffé. bucce di patate, semi di mela, fichi secchi, qualche cacchetta, e persino un’orribile brodaglia nerastra che davano ai maiali … Passarono i giorni e la gallina controllava costantemente il colore delle sue uova, che restavano sempre desolatamente piccole e bianche. Un giorno però le parve che il suo ultimo uovo avesse un colore un po’ più scuro, simile all’avorio. Così, dopo la raccolta delle uova, si appostò sotto la solita finestra della cucina ad ascoltare. Sentì così la padrona dire alla cuoca””Sono preoccupata per quella bella gallina, Altera: il suo piumaggio candido ha assunto un colore strano, quasi marrone! per di più rifiuta il becchime e fa sempre meno uova … Se continua così temo che sarà presto pronta per la pentola … magari per Pasqua!””. Altera rimase di sasso, e , spaventatissima, corse dalla gallina saggia a sfogarsi. “”Carissima, devi imparare che non solo Gallina vecchia ma anche Gallina scema fa buon brodo! Per cui ascoltami per una volta: mangia il becchime solito, accontentati del pollaio, cala le arie e gira alla larga dalla cucina!!!””. Speriamo che Altera abbia imparato davvero: intanto per oggi auguro a lei e a tutti voi una felice Pasqua!

Immagine tratta da luduslitterarius.it