Il re brutto e Splendido – 2

Il re brutto e Splendido – 2

479
0
Condividi

Settimanale di favole inedite a cura di M. Vittoria Grassi

Le favole di MVG

Il re brutto e splendido (II)

Riprendiamo oggi e concludiamo la storia del re brutto e Splendido, che avevamo lasciato sul punto di scegliere la sua futura sposa, dopo l’ annuncio sul giornale di corte: “”Cercasi ragazza giusta per re bruttissimo. Presentarsi a Corte il giorno… Il concorso è gratuito!””.
Il giorno stabilito il viale del castello era gremito di una fila di ragazze lunga 800 metri. Il re si era alzato, come sempre, di ottimo umore e aveva fatto rotolare dalle risate i suoi primi Ministri e il Gran Ciambellano accartocciandosi le orecchie con delle mollette da bucato per farsi meglio la barba. (Naturalmente poi si era anche tutto tagliuzzato il mento per cui alla fine della mattina era costellato di vistosi cerotti in faccia).
Quando si affacciò al balcone della sua stanza e vide tutte le pretendenti in fila, si grattò la testa pelata, perplesso, ma non perdette il suo ottimismo:”” In un modo o nell’altro farò la scelta giusta!”, si disse, “”Anzi non avrò che l’imbarazzo della scelta!!!”” e scese nella sala del trono.
Le ragazze cominciarono a sfilare davanti a lui. “”O mio bellissimo sire…”” cominciò la prima, e il re, ridendo: “”Sei troppo cieca per i miei gusti!””, “”Renderò la tua vita felice!”” disse la seconda, e il re, perplesso: “”Ma è già felice”… “”permettimi di rimediare con del buon cibo alla tua magrezza!””, cinguettava la terza “”Quale magrezza? “” ribatteva stupito il re … e così via.
Tutte le fanciulle cercarono insomma di adulare il re o di mostrarsi straordinariamente dolci e promettenti, ma Splendido, che tra l’altro, a causa della sua miopia le vedeva un po’ confusamente, non si decideva, e a tutte diceva cortesemente:””Vedremo, ti farò sapere..””. Alla fine rimasero in gara solo due ragazze che, rispetto alle altre, erano apparse al re più interessanti: non avevano quasi parlato, avevano solo fatto un mezzo inchino davanti a lui e detto il loro nome. La prima si chiamava Sofronia e la seconda Ilaria. Entrambe erano alte così così, belle così così, giovani così così, intelligenti così così (spero che la descrizione sia sufficiente).
Il re si grattò la testa, riflettendo su che cosa dovesse chiedere loro per prendere una decisione. Mentre si grattava la testa, però, come sempre, il cranio pelato gli si raggrinzì, il naso si curvò fino al mento, le orecchie sventolarono sul collo e gli occhiali traballarono paurosamente. Sofronia lo guardò attenta e disse: “”Attenzione, maestà, se fossi in voi legherei una cordicella agli occhiali e la passerei dietro le orecchie: le lenti sarebbero sicure e voi non prendereste un malanno con gli spifferi fastidiosi prodotti dalle vostre orecchie.”” llaria, invece, non disse nulla ma scoppiò in una risata così fragorosa e squillante che ben presto tutti i presenti ne furono contagiati. Rideva persino il nonno del Gran Ciambellano (l’Eccelso Ciambellano) che aveva 104 anni, era sordo e paralitico e ci vedeva solo da un occhio e ridevano le tende delle finestre, gonfiandosi tutte, e ridevano i cani di corte sbavando per le risate sul pavimento … Splendido, che pure piangeva per l’accesso di risa, alla fine si asciugò gli occhiali ed esclamò:””Ecco la ragazza che voglio sposare: non vedo in lei nessuna evidente qualità ma conserverà allegri me e i miei sudditi per tutta la vita!”” E così i due si sposarono e vissero sempre felici, sorridenti e contenti. Sofronia, in compenso, sposò il Gran Ciambellano e fu assunta a Corte come preziosa e saggia consigliera del re e della regina.

Immagine tratta da gruppi.chatta.it