La principessa Calorica – 2

La principessa Calorica – 2

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Settimanale di favole inedite a cura di M. Vittoria Grassi

Le favole di MVG

La principessa Calorica – 2

Ricordate, amici carissimi, la storia della principessa Calorica che avevamo cominciato? Quella che viveva reclusa nella sua stanza perché, coperta di scialli scialletti e trapunte, non aveva mai troppo caldo? e vi ricordate della regina Stufonia, sua madre, che da quando era nata sorvegliava costantemente tutte le aperture del castello, correva alla ricerca degli spifferi d’aria e assillava tutti con la sua mania di ordine e di controllo? Bene, le cose cambiarono quando tornò dalla guerra il re Menescappo (che per evitare Stufonia aveva combattuto tutta la vita) accompagnato dal fido e geniale scudiero Leonardo. I due si misero d’accordo per liberare la povera Calorica dal suo problema e, soprattutto, per neutralizzare Stufonia che già assillava anche loro con le sue lamentele:””Hai lasciato di nuovo in giro la tua calza maglia, Menescappo mio! E guarda quanti peli di cavallo ci sono sul pavimento!! e tu, Leonardo, smetti di lasciare le impronte delle tue scarpe ferrate sui tappeti!.. E non vi avvicinate alla stanza di Calorica che le fate prendere freddo passando su e giù davanti all’uscio!”” E così via … Il giorno stabilito per l’azione, mentre Stufonia contava i peli della barba del gran ciambellano che, secondo lei, era troppo trascurato nel radersi, Menescappo fece cadere un prezioso vaso con tanto di acqua e fiori all’interno, sul tappeto della sala del trono. Il frastuono richiamò naturalmente l’attenzione di Stufonia, che lasciò perdere i peli del gran ciambellano (questi scappò a gambe levate) e si precipitò sul luogo dell’incidente. Vi risparmio gli strilli di Stufonia e i “”Non ho fatto apposta cara”” di Menescappo e i “”Ti faccio asciugare il tappeto con la lingua!”” dell’inferocita consorte. Intanto, mentre i due litigavano e i valletti e le damigelle ridacchiavano fingendo di rendersi utili, Leonardo salì nella stanza di Calorica, entrò e si avvicinò a quella massa di coperte che nascondevano la povera ragazza. La stanza, chiusa ermeticamente sembrava un forno e, sotto tutti quegli strati di lana, la temperatura di Calorica superava i quaranta gradi! Leonardo capì che bisognava disperdere tutto quel calore prima che Stufonia accorresse e che in tutti quegli anni la povera Calorica non aveva potuto mai respirare e far respirare liberamente il suo corpo: aveva sempre accumulato calore e umidità. Detto fatto aprì immediatamente tutte le finestre della stanza e spalancò la porta, togliendo contemporaneamente il quintale di scialli e panni che la poveretta aveva addosso. Subito schizzi di vapore arrivarono fino al soffitto e una nuvola di goccioline di calore si sparse fuori della stanza e giù per le scale, inondando di caldo umido cose e persone. Calorica si stava pian piano riprendendo come da una lunga febbre: si alzò, si sollevò la veste, si liberò delle ultime sciarpe di lana .. e si precipitò giù per lo scalone, infilando la porta del giardino di corte e sdraiandosi beatamente sotto un albero, guardando felice piante fiori e uccelletti vari. Dall’interno arrivavano gli strilli di Stufonia, investita dalla massa di vapore caldo derivata dalla stanza della figlia e quasi svenuta per lo spavento nel vedere la camera vuota, le finestre aperte, il vento che entrava liberamente e spazzava via le ultime folate calde. La storia di Calorica potrebbe finire qui ma sono sicura che voi immaginerete le nozze della principessa con Leonardo, i sogghigni felici di Menescappo e i mugugni continui di Stufonia che, quando arrivarono i nipotini, fu legata perennemente al trono perché non si azzardasse a chiudere le finestre!!!!

Immagine tratta da fattialcubo.blogspot.com