Tipografi anarchici

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Curiosità e digressioni sull’editoria mantovana del '900

Pareri Rudi-mentali (11/7/09)

Sul sito dell’Associazione Librai Antiquari italiani esiste una sezione che riguarda i libri di pregio rubati dalle biblioteche pubbliche. Sono rimasto molto colpito in questi giorni nell’apprendere che è stato aggiunto un libro di Kropotkin sottratto dalla Biblioteca del Museo di Storia Naturale di Milano.
Per due ragioni sono rimasto colpito da questa notizia.
Anzitutto perché mi sembra alquanto sintomatico dell’epoca di crisi in cui stiamo vivendo che venga rubato un libro intitolato La conquista del pane, un libro di Pëtr Kropotkin, filosofo russo vissuto tra Otto e Novecento che fu tra i più grandi sostenitori dell’anarchia e dell’anarco-comunismo.
Rubare un libro con titolo così esplicito come La conquista del pane vuol dire rubare un libro scritto quasi 120 anni fa in cui vengono ribadite pari pari le cose di cui avrebbero dovuto discutere in questi giorni al G8 de L’Aquila. Vuol dire rubare un libro che racconta le stesse cose che Bono Vox ha detto dal palco di San Siro qualche giorno fa, che racconta le stesse titubanze espresse da Jovanotti nelle pagine dell’ultimo numero di Vanity Fair. Insomma un libro che all’apparenza potrebbe sembrare ostico, in quanto firmato da un filosofo russo dal nome difficile, ma che parla una lingua ancora attualissima.
La seconda ragione per cui sono rimasto colpito da questo furto è che il libro in questione fu stampato a Mantova nel 1903 dall’intraprendente tipografo Baraldi.
Mantova e la sua provincia ebbero, all’inizio del Novecento, grande importanza per lo sviluppo del pensiero anarchico in Italia. E insieme alle idee circolavano e venivano prodotti anche i libri, le riviste e i volantini. Molti di questi furono prodotti da Siro Baraldi, detto Ciro (1871-1948).
Originario di Sermide, Baraldi ebbe a Mantova una fervida vita politica, fondando partiti e circoli anarchici. Parallelamente ebbe un’intensa attività editoriale: fondò il giornale L’Amico del Popolo che cessò dopo tre pubblicazioni per mancanza di mezzi. Collaborò al periodico mantovano La Lotta. Dal 1901 pubblica L’Università Popolare. Rivista quindicinale, e dal 1905 La favilla. Periodico settimanale anarchico. Inoltre stampò dei classici del pensiero anarchico e anarco-comunista come La conquista del pane rubato dalla biblioteca di Milano.
L’attività di Baraldi sembra essersi affievolita durante il Ventennio, anche se nel 1930 venne ammonito per la scoperta di un volantino nella sua tipografia, inneggiante al primo maggio. Dopo la Liberazione riprende l’attività militante, anima il risorgere della Scuola Moderna e fonda l’Editrice Moderna per la pubblicazione delle opere complete di Pietro Gori, caposaldo del socialismo anarchico rivoluzionario.
Oltre che per l’attività politica Pietro Gori è ricordato anche come poeta e come autore di alcune tra le più famose canzoni anarchiche del primo Novecento, tra cui Addio Lugano bella.
Concludo però con la canzone più significativa del secondo Novecento anarchico: La ballata del Pinelli. Questo brano fu improvvisato e scritto a Mantova da quattro compagni nella sede del Circolo anarchico “Gaetano Bresci” la sera del 21 dicembre 1969, ossia il giorno dopo i funerali di Giuseppe Pinelli, morto per essere precipitato da una finestra della questura durante un interrogatorio sulla strage di Piazza Fontana, che oggi tutti sappiamo essere una strage fascista.
[rudy favaro]

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«…Anarchia non vuol dire bombe, ma uguaglianza nella libertà»
(La ballata del Pinelli)

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