Docia şlada e salada

Docia şlada e salada

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la partita vista dal ciffo

le buone e le cattive azioni del Mantova

Docia şlada e salada …e partida bütàda. Già, doccia gelata (sconfitta immeritata) e salata (come l’acqua di mare) e partita buttata (per le numerose occasioni sciupate). Infatti a Venezia il Mantova gioca bene, prende un gol su punizione (praticamente l’unico tiro in porta dei veneti), sciupa un mucchio di palle-gol, e, per giunta, si vede negare un rigore grande come una casa. Serena esulta mentre Juric, pur arrabbiato, elogia i suoi e li invita a non mollare.

Disegno 1. Dopo un primo tempo equilibrato ma con il Mantova superiore anche per ammissione dei telecronisti di Raisport 2, al 29’ del secondo tempo, dieci minuti dopo la prima occasionissima sciupata da Said (che non disegno per pietà), ecco il gollasso su punizione di quel tal Bellazzini che col Cittadella ce ne aveva rifilati tre (ricordate? Cittadella-Mantova: 6-0, ai tempi della B, anno 2010, allenatore proprio Serena).

Disegno 2. Passan due o tre minuti e un tal Peccarisi s’impappina, Said (1) ne approfitta, gli frega il pallone e sembra andare in porta, ma quando gli si presenta davanti il portiere di nome Fortunato sinistreggia a lato (2). Questa l’ho disegnata perché è l’occasione più imperdonabile anche secondo lo stesso Said, che lo riconosce veramente desolato.

Disegno 3. S’an basta, s’agh şónta anca l’arbitro (se non basta, ci si aggiunge anche l’arbitro) che non vede questa parata a braccia aperte del Peccarisi di cui sopra, che portiere non è. Il tiro iniziale era stato del solito scalognato Said, respinto dal portiere Fortunato e ri-calciato dal neo entrato Gyasi. S’era al 35′ del secondo tempo, e la sagra delle occasioni non finirebbe qui. Io però mi fermo per ragioni di tempo e di buona creanza.

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