3 febbraio

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

«Cari compagni e care compagne, in molti sentono che è giunta in qualche modo l’ora di cambiare». Così iniziò l’ultimo discorso di Achille Occhetto in veste di segretario del PCI. Era il 3 febbraio 1991. A Rimini stava andava in scena il ventesimo e ultimo congresso del Partito Comunista Italiano, il più grande partito comunista dell’Europa occidentale. Il palco era stato abbassato per ridurre la distanza tra dirigenti e militanti. Dopo la fine del comunismo sovietico e la caduta del muro di Berlino, il PCI aveva avviato un travagliato processo di ripensamento dei suoi riferimenti culturali e politici. Un lento suicidio assistito. Quel 3 di febbraio, al termine di discussioni molto accese e di momenti di commozione, fu approvato lo scioglimento del PCI e la nascita del Partito Democratico della Sinistra. Qualcuno non fu d’accordo e rifondò il vecchio. Sulle pagine dei quotidiani di quei giorni vengono relazionati tutti gli avvenimenti delle giornate di congresso. Anche quelli non strettamente politici: la Repubblica riporta che alle ore 14, accomunati dalla passione per le vicende di Ridge e Thorn Forrester, i delegati di ogni età e corrente si sedevano fianco a fianco davanti agli schermi; la puntata di Beautiful, interminabile soap opera americana, non si poteva perdere neanche al congresso di addio al PCI. Tra i dirigenti di allora ad approvare lo scioglimento del partito ci furono Walter Veltroni, Massimo D’Alema, Piero Fassino e Giorgio Napolitano. Sono passati 25 anni e sono ancora qui. Interminabili. Come Beautiful.
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