Mantova a colori

Mantova a colori

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la partita vista dal ciffo

le buone e le cattive azioni del Mantova

“Mantova a colori”, nel senso che è sceso in campo con ben tre (a un certo punto addirittura quattro) uomini “di colore”, checché ne dica il grande Arrigo Sacchi. E ha vinto con due gol segnati proprio da loro, gli uomini “di colore”, checché ne dica l’arrabbiatissimo mister bustocco Marcello Montanari, secondo il quale la partita ce l’ha regalata l’arbitro, intimorito dalle urla del nostro Juric, che, guarda caso, è finito anche stavolta in tribuna. Dunque, un “Mantova a colori“ (formato carnevale anche se siam già in quaresima) che è tornato a vincere, e, secondo Juric (che difende “decisamente” la sua squadra da qualsiasi attacco) meritatamente. Tœ mò!

Disegno 1. Non gran che il primo tempo, illuminato però da quest’occasione del Mantova, al 7’. Qualcuno dei nostri mette in mezzo, Zanetti prima (1) alza per se e poi (2) per il nero Beleck che (1) controlla con la coscia e (2), pur ostacolato, riesce a superare il nero (ma solo di vestito) portiere, mandando però la palla (deviata?) a colpire la traversa.

Disegno 2. Nella ripresa , con l’ingresso di Said e Caridi, si vede un Mantova più “a colori”. Al 17’ si guadagna un rigore, “inesistente” secondo il buon Montanari (ma il filmato sembra proprio dargli torto, perché il signor Guglielmotti – che protesta come un matto – pare fermi il pallone davvero col braccio e non col petto, come dice lui indicando il … braccio!) Il pallone lo prende, deciso, Said, suscitando perplessità tra i miei compagni di spalti (“l’ha sbaglià tròpi gol!”). Sinistro secco e palla nel sacco. Tœ!

Disegno 3. Al 32’ il raddoppio, firmato da Beleck, detto dai miei vicini “l’omón dal vescóv” per la sua mole. Io lo chiamerei “Blek macigno” (personaggio d’un fumetto anni ’50, che però era bianco e biondo). Tutto comincia con un corner, che provoca una mischia in area dei tigrotti; qualcuno dei loro respinge, qualcuno dei nostri rimette dentro e palla a “Blek macigno” che (1) se l’aggiusta col petto (non con una mano come maligna mister Montanari) e (2) cannoneggia di destro battendo il nerovestito Melillo. Blek, ad onta della sua mole, festeggia con capriole da circo equestre. Alé!

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