28 febbraio

28 febbraio

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Siamo in Svezia, è il 28 febbraio 1700 e il re Carlo XII ha deciso: domani, anche se l’anno è bisestile, niente 29 febbraio, domani facciamo 1° marzo. Vuole abbandonare il calendario giuliano, che è in anticipo di 10 giorni, e passare a quello gregoriano. Ecco allora il decreto per il nuovo calendario svedese: dal 1700 al 1740 eliminiamo tutti gli anni bisestili, così si recupera un giorno ogni 4 anni e nel giro di 40 anni il calendario usato dagli svedesi coinciderà perfettamente con quello usato dagli altri paesi occidentali. Ci sono delle polemiche: non sarebbe meglio, dice qualcuno, eliminare un giorno da tutti gli anni dal 1700 al 1710? Così facciamo prima. Ma vince Carlo XII, il re è lui, non è che gli si può dar torto e non si può nemmeno fare un sondaggio in rete. E quindi si comincia e salta il 29 febbraio 1700. Ma 4 anni dopo Carlo XII se ne dimentica e dopo il 28 c’è il 29 febbraio. C’è una guerra con la Russia in corso, Carlo ha altro per la testa. La prossima volta ci stiamo tutti più attenti, d’accordo? Ma anche nel 1708 dimenticanza. Così disastro: il calendario svedese si ritrova in avanti di un giorno sul calendario giuliano, e in ritardo di 10 su quello gregoriano. Passano 11 anni, ora Carlo ha più tempo, (il tema del tempo ritorna spesso in questa storia) e capisce di aver fatto una scemata. Così abolisce il calendario svedese per tornare a quello giuliano. Ma bisogna recuperare il giorno perso nel passaggio 28 febbraio/1 marzo 1700. Come facciamo? Facile: aggiungiamo un giorno a febbraio 1712. Ma febbraio 1712 ne ha già uno in più, è bisestile! Chissenefrega, dice Carlo, ne avrà 30. Così febbraio 1712, in Svezia, ha 30 giorni. Una quarantina d’anni dopo, presi dallo sfinimento, gli svedesi decidono di tagliare di netto dieci giorni, saltano i giorni dal 18 al 28 febbraio. Finalmente, dopo aver perso tanto tempo, si trovano al passo col calendario gregoriano, quello che usiamo ancor oggi.
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