16 marzo

16 marzo

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Nel 1190 il 16 marzo è Shabbat Hagadol, il sabato prima della Pasqua ebraica. A York, in Inghilterra, uno scalmanato gruppo formato da sacerdoti e baroni incendia le case dei numerosi ebrei della zona e ne saccheggiano il saccheggiabile. Pare che molti di questi gentili signori e venerandi parroci siano fortemente indebitati con loro. La comunità giudaica, vistasi aggredire in quel modo, sotto la guida carismatica di Josce, un ebreo di spicco della città, e del loro rabbino Yom Tov, fuggono e si rinchiudono nel castello. Un folto gruppo di cristiani si mettono d’assedio con gran voglia di linciarli. Sono guidati da Richard Malebys, il più indebitato di tutti nei confronti degli ebrei. La minaccia è questa: o vi fate battezzare o morirete. Per sei giorni gli ebrei asserragliati nel castello resistono. Poi però le menti cominciano a vacillare e le scorte d’acqua e di cibo cominciano a finire. Di fronte alla scelta o battesimo o morte, la maggior parte sceglie di morire. E si suicidano in massa dopo aver distrutto i loro averi. Le fonti parlano di un numero che va dalle 150 alle 500 persone. Secondo la tradizione il leader Josce uccise egli stesso la moglie e i due figli, per poi essere a sua volta ammazzato dal rabbino, che fu l’ultimo a togliersi la vita. Quei pochi rimasti vivi, dopo aver aperto la porta e ricevuto il battesimo, furono comunque massacrati. Poi tutti i cristiani si radunarono nella cattedrale, dove erano custodite le loro obbligazioni di debito, e le arsero sul pavimento di quella chiesa.
[rf]

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