26 marzo

26 marzo

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Il 26 marzo del 1986 arriva la definitiva prova scientifica che l’Africa è stata la culla dell’uomo. Di indizi “”fossili”” ce n’erano diversi. Mancava la prova. A darcela è stato il genetista Allan Wilson, dall’Università americana di Berkely, il quale riesce a dimostrare che l’umanità deve la sua eredità genetica a una singola donna, quella che per i racconti biblici si chiamava Eva, vissuta nelle savane africane 150mila anni fa. A stabilire questa certezza scientifica è stato il DNA mitocondriale, un particolare genetico che ha due fondamentali caratteristiche: stratifica rapidamente le mutazioni divenendo un vero e proprio “”orologio molecolare””, e viene trasmesso solo per via materna. Studiando le variazioni di DNA mitocondriale delle popolazioni attuali, Allen Wilson elabora un metodo di indagine genetica che permette di risalire cronologicamente al momento in cui tutta l’umanità aveva lo stesso DNA mitocondriale. E le coordinate geografiche e temporali di questo momento conducono esattamente al continente africano di 150mila anni fa. Da questa constatazione nasce dunque il concetto di “”Eva mitocondria””, la prima donna, la progenitrice del genere umano, anche se questa indicazione concettuale non si riferisce ad un singolo individuo, ma ad un primo nucleo di “”homo sapiens””. In un saggio successivo lo stesso Wilson spiegherà in dettaglio la sua ricerca e il modo in cui è giunto a tali conclusioni, ribadendo che la culla dell’Homo Sapiens è stata certamente l’Africa, e che da qui questa specie umana si è diffusa negli altri continenti. Lo prova il DNA mitocondriale. Deriviamo tutti da Eva, un’africana. Con buona pace di tutti i (poco) sapiens dei nostri giorni.
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