27 marzo

27 marzo

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Il 27 marzo del 1871 a Edimburgo si svolge la prima partita internazionale di rugby, Scozia contro Inghilterra. Finisce con un punteggio molto più calcistico che da palla ovale: 4-1 per la Scozia. Il rugby è però pronto a fare il giro del mondo. Con sé porta alcune lezioni di civiltà in grado di diffondere la filosofia della palle ovale anche nella vita quotidiana. La prima è il rispetto. Passare la palla in avanti viene considerato uno sgarbo alla difesa avversaria. È da gentiluomini girarsi e passare il pallone solo all’indietro; c’è della sensibilità anche in chi poi si schiaccia in un mischione. La seconda è che l’inno nazionale diventa una canzone perfettamente identitaria perché identifica la squadra, e non conta se sei italiano, oriundo, di sinistra o di destra. Conta solo la squadra, un concetto sano. La terza è che le regole del gioco possono sembrare parecchio bizzarre, ma quelle etiche sono saldissime: tutti i compagni di squadra sono uguali; la mischia divide equamente oneri e onori; l’arbitro non si contesta mai e con lui ci parla solo il capitano; ci si mena di brutto ma senza cattiveria; chi trasgredisce le regole viene punito prima dai suoi compagni che dagli avversari. Poi ci sono i bagordi del terzo tempo, che sono una gran bella invenzione, poichè un paio di pinte dopo la battaglia sono salutari. Rimane sempre e comunque impeccabile il famoso aforisma di Oscar Wilde: “”Il rugby è un’ottima scusa per tenere lontani trenta energumeni dal centro della città””.
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