31 marzo

31 marzo

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Il 31 marzo del 1930 avviene l’istituzione del cosiddetto Codice Hays nel cinema, ovvero di un regolamento con una serie di linee-guida che specificavano cosa fosse e cosa non fosse “”moralmente accettabile”” nella produzione di film. Prima di questo Codice erano arrivate delle accese proteste da varie parti sulla messa in circolazione di film definiti “”immorali””; a questo si sommarono dei famosi scandali avvenuti a Holliwood, etichettata ormai come “”città del peccato””. Così col Codice Hays furono proibiti il nudo e le danze lascive, la ridicolizzazione della religione, la rappresentazione dell’uso di droghe, il consumo di alcolici, le parolacce, le allusioni alle “”perversioni sessuali”” (omosessualità compresa), le scene passionali se non strettamente necessarie per la trama, le rappresentazioni di relazioni fra persone di razze diverse, l’adulterio e il sesso illegale e tutte quelle altre trattazioni che avrebbero potuto “”stimolare gli elementi più bassi e grossolani””. Inoltre le scene di omicidio dovevano essere girate in modo tale da scoraggiarne l’emulazione nella vita reale, e assassinii brutali non potevano essere mostrati in dettaglio. Infine veniva rafforzata l’attenzione all’aspetto estetico della pellicola: nel panorama delle volgarità furono inseriti anche “”soggetti bassi, disgustosi, spiacevoli, sebbene non necessariamente negativi””, i quali dovevano essere trattati entro i dettami del buon gusto. A stabilire il perimetro di quel buon gusto deve essere stato, al solito, qualcuno poco imparziale.
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