La sposa del marchese Ludovico II Gonzaga

La sposa del marchese Ludovico II Gonzaga

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a cura di Maria Vittoria Grassi

Andar per Mantova 10 Giugno

Sempre Andando per Mantova la trasmissione di oggi sarà molto particolare, perché per parlare ai miei fedeli e non fedeli ascoltatori prenderò a prestito alcune pagine di una conosciuta e apprezzata giornalista e scrittrice mantovana, Edgarda Ferri, che ha recentemente presentato un interessante, piacevole e snello volume dedicato a Barbara di Brandeburgo, la sposa del marchese Ludovico II Gonzaga, la signora effigiata con tutta la famiglia nella straordinaria Camera degli sposi del Palazzo Ducale della nostra città, la signora, come descrive la Ferri, che vediamo nella camera Picta “”con due bande bianche pendenti dai capelli annidati sopra le orecchie e le scarpe gialle accavallate una sull’altra. La signora massiccia, già avanti in età, che sta posando (per il Mantegna) fra marito, figli, paggi, segretari e una nana.”” Il libro di Edgarda Ferri si intitola La Casa di Barbara ed è interessante constatare come una narratrice riesca a creare personaggi e atmosfere pur calandosi nei documenti d’archivio che devono costituire le coordinate delle vicende. Ho scelto per voi alcuni passi che descrivono un episodio di cui ho parlato nelle precedenti puntate di Andar Per Mantova, quello dell’epidemia di peste che devastò la città verso la fine del 1400 e, in particolare, si portò via anche il marito di Barbara, Ludovico II Gonzaga (anche se, come già vi ho riferito, non tutti concordano che sia morto a causa della peste). Dunque così Edgarda Ferri racconta: “”Verso la metà del mese di maggio del 1478 era scoppiata la peste. Qualcuno aveva dato la colpa a un’invasione di locuste che in primavera avevano flagellato l’alto Mantovano. Altri a una punizione divina perché Ludovico aveva fatto impiccare il prete Mandello. Il 4 giugno, il marchese aveva emanato una grida nella quale concedeva il permesso ai mantovani di lasciare la città per limitare il contagio prima che fossero chiuse definitivamente le porte. Dei 40.000 residenti ne erano rimasti soltanto novemila. Perché almeno uno della casata ne uscisse vivo, i Gonzaga si erano sparpagliati in residenze diverse: Ludovico a Goito, Barbara nella villa suburbana di S. Giorgio, Margherita e Francesco a Revere, Paola a Sacchetta di Sustinente, la casa preferita da sua madre. Dopo aver sborsato una somma spropositata per liberarsi dalla scomunica papale, Ludovico aveva avvisato il commissario di Cremona che stava preparando il lazzaretto del Mapello per accogliere gli appestati…. . Nel pomeriggio del primo di giugno, il caldo era insopportabile, Barbara aveva lasciato Mantova. Federico (il figlio), sua moglie Margherita e il loro medico avevano scritto da Revere che non si sentivano bene. Domenica 7 giugno, a Goito, anche Ludovico aveva accusato forti dolori ai fianchi e febbre alta. .. Lo aveva raggiunto Barbara immediatamente e, il pomeriggio del 10 giugno, aveva avvertito Federico che suo padre stava morendo.. Benchè ristabilito dal suo malessere, Federico non era andato a Goito. Intanto Barbara aveva ordinato .. che si recitassero preghiere in tutti i monasteri della città, incessantemente, e aveva chiesto al rettore dell’Ospedale Grande di Mantova di mandare a Goito uno dei trecento bambini abbandonati nell’ospizio dei trovatelli. Un estremo gesto di misericordia, oppure un accorto espediente perché suo marito ottenesse l’assoluzione plenaria: concedendo all’orfano il privilegio di essere allevato nella sua casa, il moribondo sarebbe volato diritto in Paradiso.
Ludovico Gonzaga era morto alle tre di notte di venerdì 12 giugno… Durante la notte, mentre una furibonda tempesta distruggeva i vigneti e i campi di grano, (Federico) lo aveva segretamente raggiunto insieme agli altri suoi figli per discutere sulla divisione dei beni:””Non ci devono essere discordie””.

La mattina seguente, Federico era entrato in castello, e dopo aver annunciato ufficialmente la morte del padre era stato proclamato quarto marchese di Mantova. Ludovico era stato esposto per quaranta ore nella rocca di Goito. Aveva chiesto di essere sepolto nella chiesa di S. Francesco di Mantova nella cappella sovrastata dalla pala di san Bernardino e angeli dipinta dal Mantegna. Il 14 giugno, vestito con un semplice saio, era stato portato in città da alcuni “”famigli””. le funzioni funebri erano state officiate nella cattedrale di San Pietro. A causa dell’epidemia che infuriava, le esequie erano state modeste: né invitati famosi, né illustri parenti. “” E con un grazie ad Edgarda Ferri per averci prestato le sue parole in questo andar per Mn, da MVGrassi l’appuntamento è sempre per la prossima settimana!

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