Strade e stradine della nostra città

Strade e stradine della nostra città

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a cura di Maria Vittoria Grassi

Andar per Mantova 17 Giugno

Le due ultime trasmissioni di Andar per Mantova prima della pausa estiva saranno dedicate a strade e stradine della nostra città. Questo in omaggio e anche in occasione della bella pubblicazione uscita nell’ultimo numero della rivista Civiltà mantovana, un prezioso volume che raccoglie e pubblica con aggiornamenti le ricerche del prof. Ercolano Marani, purtroppo scomparso da anni, storico, ricercatore infaticabile e affezionato studioso di tutti gli aspetti della cultura mantovana. Si tratta di un’ampia raccolta di notizie sulle vie e piazze di Mantova, con tanto di spiegazione dei toponimi, della storia e dei personaggi che vi abitarono. Una miniera di informazioni di cui, ovviamente, approfitterò, cercando di sintetizzare e, contemporaneamente, rispettare quanto Marani accuratamente annotò. Per chi fosse interessato, il volume in questione può essere trovato presso la biblioteca Baratta. Dedico queste mie note parlate anche ai gentili ascoltatori che vogliano saperne di più sulle strade e sulle piazze in cui abitano: andate a controllare le informazioni e approfonditele personalmente perché questo è il modo migliore di andar per Mn, conoscere sempre più storia e sempre più luoghi che ci riguardano.
Ho scelto per voi oggi non piazze e vie prestigiose ma strade cosiddette “”minori”” di cui si sa meno. Parto da vicolo Bonacolsi, una stradina stretta ma suggestiva che parte da piazza Sordello, a sinistra guardando il Duomo. Ricorda Marani che appartiene al reticolo viario della Civitas Vetus, la zona più alta e più antica della città . E’ attraversata da un arco e conserva, anche negli edifici che la fiancheggiano, un carattere medievale ormai rarissimo. Un tempo la strada doveva iniziare contro le mura di cinta della Civitas Vetus e sbucare in una delle vie che dettero luogo, al tempo dei Gonzaga in Piazza Sordello. Probabilmente le mura della città vecchia passavano nel punto in cui Vicolo Bonacolsi forma un angolo per poi assumere , proseguendo, la denominazione di Via sant’Agnese. Nel Cinquecento questa stradina si chiamava Strada degli Uberti, prendendo il nome dall’antica e illustre famiglia che abitava nella grande casa tardo gotica il cui corpo originario è prospiciente al vicolo, sul lato della numerazione pari. Nella seconda metà del Settecento il vicolo era chiamato Vicolo Bevilacqua o vicolo del Generale. Bevilacqua perché il palazzo Bonacolsi – Castiglioni , adiacente al vicolo, apparteneva ai Marchesi Bevilacqua , vicolo del Generale perché in questo palazzo risiedeva allora il comandante austriaco delle forze militari in Mantova. Fu nel 1787 che si deliberò l’attuale denominazione di Vicolo de’ Bonacolsi. Nel vicolo è interessante notare la presenza di una casa – Torre, forse appartenuta proprio ai Bonacolsi, la famiglia che precedette la signoria dei Gonzaga (perdurò a Mn fino al 1328). A questa mole massiccia si appoggia in parte – e si conclude dall’altra parte sul fianco del Palazzo Bonacolsi Castiglione – il cavalcavia ad arco, molto caratteristico, probabilmente quattrocentesco.
Concludo la trasmissione di oggi con altri due vicoli, piccoli ma curiosi nel nome. Anzitutto vicolo Agucchie, breve e stretto, nell’antico quartiere di San Leonardo. Prese il nome solo nel 1787 e si chiamò vicolo delle Agucchie probabilmente in riferimento al fatto che lì risiedevano molti artigiani dei lavori a maglia, appartenenti all’arte delle agucchieria, cioè come ancora si dice adesso, l’arte del “”Guciàr””.
D’altra parte, connesso sempre ad un arte popolare ma diffusa all’epoca, è il vicino Vicolo Bindolo, caratteristico e stretto, dice il Marani, tra vecchi e storti muri di cinta di cortili, presso la più nota Via Zambelli. Nel Settecento il nome era Vicolo del Guindolo, trasformato poi in Vicolo del Bindolo. La connessione tra i due vicoli diventa chiara se si ricorda che il bindolo, o guindolo, è l’arcolaio. Quindi altro nome riferito agli antichi mestieri della nostra città. E per ora un caro saluto, a risentirci alla prossima e ultima puntata di Andar per Mn!

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