Pane nostro, quotidiano

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Dritto dai campi, al forno, alla tavola

Pareri distorti (OnAir alle 9 e 19.30)

Buon sabato panificato
Immaginate 24.000 ettari di terreno coperto di grano. Nemmeno Guccini ci sarebbe riuscito in un solo colpo.
Ecco, adesso che vi siete concentrati immaginate che tutto quel grano, prodotto nelle terre mantovane, vada a finire ovunque meno che nei forni dove si produce la ciòpa, al montasù, la risòlina, la schìsòlina.
I forni mantovani non sono in grado di utilizzare la farina prodotta dal frumento mantovano perché ai mugnai conviene di più compare all’estero.
Non parliamo del pane degli Iper e dei Super che nasce in Romania, Marocco, Serbia per poi essere scongelato e rivitalizzato da noi.
Ecco, non parliamo di questo che non è pane, ma un seccedaneo del pane anche se la norma non lo dice ma di quello prodotto nei più di 2000 forni con rivendita sul nostro territorio.
Mi sembra una buona idea quella dei panificatori mantovani, e degli agricoltori, di chiedere ai mugnai di produrre farina con grano che ha il sapore della nostra terra.
Non è una questione di bandiera ma di certezze sul transgenico, sulla igiene nella produzione, sulla bontà che non sono note secondarie dell’alimentarsi.
A risentirci domani. Grazie
@robertostorti

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