4 luglio

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Amava così tanto la scienza e il suo lavoro che, alla fine, ci rimise la vita. Marie Curie, chimica e fisica di origine polacca, morì il 4 luglio 1934, vittima delle sostanze radioattive manipolate per decenni. Aveva 67 anni. Fu la prima donna a ricevere un premio Nobel, quello per la fisica nel 1903, per i suoi studi sulla radioattività, termine di sua invenzione. Si deve a lei la scoperta del polonio e del radio. Un secondo Nobel, per la chimica, le arrivò nel 1911. A tutt’oggi è l’unica donna plurivincitrice dell’onoreficenza. Fu anche la prima donna a ottenere una cattedra alla Sorbona. Insomma, Marie Curie è riuscita a essere scienziata, madre e sposa insieme, riuscendo in tutti quei campi che gli uomini del suo tempo ritenevano inadatti alle donne, considerate incapaci di fare tutto quello che Marie e tante donne prima e dopo di lei hanno fatto per se stesse e gli altri. Negli ultimi anni della sua vita, dopo esser rimasta vedova, la Curie si impegna a trovare impieghi pratici alla radioattività, soprattutto nella diagnosi medica: ancora oggi alcuni tumori sono curati con radiazioni. Per tutta la vita Marie non ricaverà mai soldi da quelle scoperte che riteneva patrimonio di tutta l’umanità: un atto che ben pochi hanno saputo (e saprebbero) fare.
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