Non esiste l’immunità da social

Non esiste l’immunità da social

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Sempre più cause per diffamazione

Buon sabato immune

Ci sono utilizzatori e frequentatori di social, più su Fb che su Tw, che ritengono l’area su cui scrivono una zona franca come se esistesse una immunità da social.

C’é chi augura il buon giorno ogni mattina fotografando la moka o la tazzina, (la peggio è quella vuota e sporca), chi pubblica foto di bigoli (umani e di pasta) per augurarci il buon pranzo, chi riempirà di foto di rose rosse nella giornata di domani, (per la festa inventata dai pasticceri e cioccolatai), le bacheche proprie e di altri, e chi insulta.

Ecco, se vedete di colpo sparire chi per solito insulta, non datelo per morto; è perché ha toccato con mano che non esiste immunità per gli insulti anche se fatti via social.

E’ capitato ai tanti che hanno insultato la polizia locale di Mantova, ritrattando indecorosamente dicendo e scrivendo con lettere ai giornali che non era loro intenzione offendere (se andate a leggere le parole è difficile crederci, ma crediamoci per il bene del loro portafogli e della loro fedina penale), è successo in questi giorni ad una ex sindaca che ha insinuato, pare senza prove, di inciuci tra il primo cittadino, suo successore, e una ditta appaltatrice.

I social, non sono il Parlamento dove vige l’immunità, oltretutto mal gestita da chi ne ha diritto; i social sono luoghi in cui l’impronta rimane.

E’ opportuno ricordarlo, prima di dover fare indecorose retromarce.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti

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