Insipienza costruttiva

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Confidare sull'Enel non basta e non è mai bastato

Buona domenica energetica

Sembra che i progettisti ragionino come se non potesse mancare mai l’energia e come se l’acqua smettesse di andare verso il basso.

Mi spiego subito.

Ieri, all’ora di cena o dell’apericena, quella che i quotidiani ormai chiamano sempre e solo “bomba d’acqua”, ha colpito prima il nord della provincia, imbiancandola di chicchi ghiacciati e poi la città, riempiendo i canali di gronda e gli scarichi.

Risultato? Interventi a nastro di Vigili del Fuoco per svuotare, dall’acqua piovana, cantine e garage posti sotto il piano di campagna.

I nostri bisnonni non avrebbero mai costruito dove si accumula l’acqua; noi invece, siamo stati capaci di farlo e adesso ci cucchiamo le rogne.

Costruiamo case con il garage sotto, dove prima passavano dei fossi, e ci disperiamo se, causa anche o soprattutto la nostra insipienza, la natura cambia corso e scarica su di noi la sua violenza di fulmini e pioggia come fossimo nell’area monsonica.

I fulmini, si sa, spesso e volentieri, fanno saltare i salvavita dei nostri impianti elettrici e le pompe ad immersione, su cui confidavamo per tenere a secco i garages interrati trasformati in tavernette si riempiono di acqua, perché le pompe, ovviamente, non funzionano più.

Ragioniamo come se l’energia ci fosse sempre e comunque, e lo facciamo non solo per le pompe idrovore ma pure per la caldaia che ci riscalda.

Sapete cosa succede o succederebbe se questo inverno saltasse la luce, per dirla in termini chiari a tutti?

Rimarremo al freddo e con la cantina allagata, perché confidare solo nella tecnologia e sull’Enel, non basta e non è mai bastato.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti

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