1461 giorni fa tremavamo

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Ancora ci sono sfollati da sistemare

Buon venerdì rimembrante

Non possiamo perdere la memoria, a questo servono gli anniversari e le feste, anche se, nel caso di oggi, c’é poco da festeggiare.

Quattro anni sono passati dalla prima scossa del terremoto impropriamente chiamato emiliano perché, ha sì colpito l’Emilia, ma, in maniera altrettanto profonda, se non di più, anche il sud della provincia Mantovana.

Non sono bastati 1461 giorni, per riparare tutti i danni causati da una scossa che non doveva avvenire, secondo le carte dell’epoca, perché non eravamo mappati in zona sismica elevata, eppure è avvenuto lo scontro tra due faglie strane e sottovalutate.

Ci sono persone che ancora vivono negli scantinati dei parenti o nelle casette di legno più adatte a custodire attrezzi che non esseri umani.

Non dobbiamo dimenticare le lentezze burocratiche, la latitanza dei vertici regionali di allora, assenti al momento della spartizione dei 500 milioni, ripeto 500 milioni, andati, per la quasi totalità (95%) a chi c’era davanti alla torta da tagliare e solo le briciole, a chi se ne stava a Milano a fare altro.

Così come non dobbiamo dimenticare i grovigli burocratici, spianati in Emilia e riaggrovigliati, invece, in Lombardia.

Giusto per ricordare e non solo celebrare le tante opere finite ma anche le tante incomplete non per colpa di chi vorrebbe rientrare in casa propria piuttosto che continuare a fare lo sfollato.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti