Ciclabile del cavalcavia, spostarla sull’altro lato si può ancora

Ciclabile del cavalcavia, spostarla sull’altro lato si può ancora

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Buon giovedì possibile

La costruenda ciclabile del cavalcavia può ancora essere recuperata, almeno per evitare che chi la percorre debba fare tre o quattro attraversamenti pedonali, ripeto, pedonali e non ciclopedonali, pericolosi.

Adesso che la sede stradale è stata allargata un po’, invece di alzare il muretto che divide la parte ciclabile dalla carreggiata destinata alle auto sulla sinistra, per chi esce da città, se lo si fa a destra, sempre uscendo, si ottengo almeno tre vantaggi.

1) sarebbe dalla stessa parte della ciclabile di Belfiore evitando gli attraversamenti pedonali

2) nulla sarebbe rubato alle auto perché la careggiata rimarrebbe quella appena realizzata

3) sarebbe più agevole la connessione con la ciclabile che arriva alla stazione delle ferrovie perché ne risulterebbe la naturale prosecuzione con il facile recupero dell’area ex distributori di benzina ed ex parcheggio non autorizzato in mezzo alle pozzanghere allìaltezza del doppio rondò di fine pradella.

Così come è prevista, è bene ricordarlo, per chi esce da città per andare in bici a Grazie, dopo la salita, dovrà svoltare a sinistra verso viale Pompilo, scendere dalla bici, attraversare, risalire in bici in lieve pendenza e, dopo una ventina di metri, svoltare a sinistra poi per attraversare, a piedi, strada Dosso del Corso, risalire di nuovo sulle due ruote e dopo altri 100 metri circa ridiscendere per attraversare, sempre a piedi, via Cremona e immettersi, finalmente, sulle ciclabili verso la canottieri o per quella verso il cimitero.

Cambiando l’attuale prospettiva, con la strada già allargata al massimo possibile e spostando il muretto che separa la ciclabile dalla carreggiata della auto, dall’altro lato dell’attuale progetto, che é in esecuzione, da sinistra a destra (vista da chi esce da città) con un colpo di pennello e uno di martello si risolvono un bel po’ di problemini.

Pensarci ora è meglio che farlo in futuro.

A risentirci domani, grazie

@robertostorti