Sempre più anziani. Pensare e ripensare nuovi servizi

Sempre più anziani. Pensare e ripensare nuovi servizi

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Buon mercoledì pensante

Inutile nasconderlo, le cifre sono impietose.

Su una popolazione provinciale di 413.000 persone, 95.000 hanno più di 65 anni e 15.000 più di 85.

Traducendo i numeri in problemi, vuol dire che abbiamo bisogno di pensare e di ripensare l’assistenza, perché la vita si è allungata, perché i figli sono sempre di meno, perché il modello famigliare è cambiato con maggiori divisioni e divorzi, perché i figli spesso sono lontano a realizzare la loro vita e i loro sogni.

Il modello badanti sta sfumando.

Si sono quasi dimezzate, e non lo dice solo l’Inps a cui non tutti iscrivevano la signora che badava agli anziani di casa, lo dicono anche le panchine meno piene dei giardini e il parcheggio antistante il vecchio palazzetto dove sono dimezzati i furgoni che portavano in patria oggetti della società occidentale mescolati a rimesse nascoste nelle pieghe dei pacchi.

La vita si è allungata ma cronicizzata con 70.000 cardiopatici e 20.000 diabetici, altro dato da non trascurare, perché è impensabile chiedere all’unico figlio e figlia, quando c’é o è abbastanza vicino, di preoccuparsi dei genitori anziani e allora bisogna ripensare le 48 strutture esistenti, aumentare i 3500 posti letto e pensare e ripensare le modalità di assistenza e soprattutto i fondi destinati all’assistenza.

Forse siamo ancora in tempo, basta non perdere tempo.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti