Il nero nel dopo voucher

Il nero nel dopo voucher

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Buon giovedì scuro

La fretta del Governo di annullare i voucher onde evitare uno degli innumerevoli referendum, ha lasciato un nero vuoto legislativo non risolvendo il problema dei lavori temporanei, che ci sono a Mantova come altrove.

Come per tutti i referendum, non si sarebbe votato per il quesito, ma pro o contro il governo in carica in quel momento.

Chi ha usato i vaucher in modo corretto raggiungeva diversi obiettivi: faceva emergere il nero, alimentava le casse dell’Inps, alimentava le casse dell’Inail, assicurava chi lavorava ed era in regola con le norme.

Le ultime disposizioni in tema di voucher, poi, impedivano l’uso furfantesco di questo strumento perché non era più illimitato nel tempo quotidiano, ma aveva un ora di inizio e una di fine, controllabile, oviamente se si fanno i controlli.

Adesso, chi vuole pagare una collaboratrice domestica che chiama ogni tanto, chi ha un bar con picchi di lavoro come nei giorni di fiere e mercati, chi ha una azienda agricola e ha raccolti urgenti e temporanei da fare, chi ha un ristorante o chi effettua servizi di catering con lavoro a ondate, con l’assenza assoluta di regolamentazione può solo fare del nero e, credetemi, la domanda di nero supera quella del trasparente perché siccome nessuno pensa più che l’Inps gli pagherà la pensione in futuro, preferisce un uovo oggi che una gallina domani.

Questa é la foto che mi sembra vicina al vero, non so quale film abbia visto chi ha chiesto l’abolizione, chi ha materialmente abolito il vaucher senza prima sostituire lo strumento con altre regole.

La fretta non é mai stata buona consigliera.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti