Da carcere modello a modello di furti

Da carcere modello a modello di furti

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Buon martedì furfantesco

Quello di Revere doveva diventare un carcere modello, é diventato un modello di furti.

Furti di soldi pubblici due milioni e mezzo di euro gettati e furti di grondaie, lavandini, infissi, interruttori, vetri, maniglie; insomma tutto quanto é stato abbandonato dopo anni di cantiere, é volato via ad eccezione di muri e del tetto.

I lavori, commissionati e pagati dal Ministero di Grazia e Giustizia, erano iniziati nel 1988 e si sono definitivamente interrotti dopo 12 anni, nel 2000, con la struttura che doveva alleggerire la soffocante casa circondariale di Via Poma a Mantova che é, invece, diventata centro di scorribande di ladri.

Un contrappasso perfetto a testimonianza che le carceri sono l’università del furto più che luogo di recupero.

Adesso, il deputato mantovano Carra, assieme al suo collega di partito, Presidente della commissione Giustizia, sta cercando di recuperare almeno l’area e quel che rimane del manufatto affinché possa servire per la salute dei cittadini tutti, che già lo hanno pagato, e diventi parte integrante dell’ospedale che si trova lì, a pochi passi.

Il Comune di Revere, che l’ha ricevuto in dono dal Ministero, non sa cosa farsene, non avendo soldi né per il recupero e nemmeno per abbatterlo del tutto e da quel che si capisce lo cederebbe volentieri, visto che così come é, gli costa 200 al mese, stando alle dichiarazioni del Sindaco.

Vedremo se quel che rimane dell’incompiuto avrà nuova vita.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti