Convivium – Pane nostro

Convivium – Pane nostro

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Pane nostro

Un saluto e bentrovati a tutti gli ascoltatori!

“Che il pane nostro sia quotidiano, dirà alla luce di un’altra fame, che non si vive di solo pane, e verrà un tempo, molto vicino, di pane al pane, di vino al vino, e per gli uomini crudi e violenti, ci sarà pane per i loro denti, sarà così che, piaccia o non piaccia, gli sarà reso pan per focaccia”.

Ho voluto aprire con questi simpatici versi, tratti da una favola di Giorgio Faletti, la puntata conclusiva di questa stagione di Convivium. Per l’ultimo appuntamento con questa rubrica, prima della pausa estiva, desidero parlarvi dell’alimento che dà senso alla tavola e al companatico che ci appoggiamo sopra.

Il pane è sinonimo di cibo in generale. È una vera, grande “invenzione”, di cui solo l’uomo, e nessun altro essere vivente, conosce il segreto. Per questo motivo, fin dagli arbori delle civiltà del Mediterraneo, il pane è il simbolo dell’identità stessa dell’essere umano, tanto che nel linguaggio di Omero e dei greci antichi “mangiatori di pane” è un modo per nominare gli “uomini”. È l’alimento ideale per eccellenza e presso alcune religioni, come l’ebraismo e il cristianesimo, è considerato sacro, capace di mettere l’uomo in diretto contatto con Dio.

Al contrario, la carenza di pane è sinonimo di carestia. La sua mancanza, o anche la sola paura di non averne, è un incubo che ha serpeggiato costantemente nella storia dell’umanità, dall’antica fino a quella a noi più vicina. Le cronache di tutti i tempi ci raccontano come l’uomo, in caso di penuria di pane, abbia messo in opera strategie di sopravvivenza, diverse tra loro ma accomunate dalla regola generale della “sostituzione”, in modo da non farlo mancare. Se veniva meno il frumento il pane si faceva con gli altri cereali, oppure coi legumi o con le castagne (non a caso dette anche pane d’albero), per poi passare alle ghiande e finire con radici ed erbe selvatiche.

Il pane ha detenuto, e continua a detenere, un grande ruolo nella storia: è per averne che le persone trafficano, si industriano, si affaticano e lottano. Inneggiandolo e rivendicandolo si son fatte guerre e rivoluzioni. Non esistono brioches che possano sostituirlo, se ne rese ben conto Maria Antonietta come molti altri prima e dopo di lei. Il pane è più antico della scrittura e ha avuto il potere di legare genti di paesi, lingue e culture eterogenee. In buona sostanza è lo specchio delle civiltà: chi voglia conoscere un popolo deve conoscerne il pane.

Possiamo davvero definirlo come il re degli alimenti; su di esso gli uomini hanno investito tutte le loro energie, fisiche e mentali. Una pagnotta è il risultato di tanto lavoro: la terra coltivata, il grano seminato e poi raccolto, battuto e macinato, la farina impastata e infine la cottura. È un cibo che ha permesso di distinguere nell’antichità i barbari dai civilizzati. I primi mangiavano poltiglia preparata grossolanamente a partire dai cereali selvatici, i secondi coltivavano il grano e sapevano fabbricare il pane.

Il pane non è solo servito all’uomo per nutrirsi e saziarsi, ma si è anche caricato di fondamentali valori simbolici. Diversificandosi nelle forme, nel sapore e nei modi di cottura, ha assunto una quantità di notevoli varianti che hanno contribuito a definire spazi, tempi e identità. Ogni regione e ogni comunità ha il suo pane, e ogni calendario è scandito da pani speciali che segnano particolari feste. Infine, e non da ultimo, il pane è servito anche a costruire e a intrattenere rapporti, sia con gli uomini sia con l’aldilà.

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: chi prega Dio di assicurargli il pane gli chiede di conservare l’identità umana, ovvero la capacità di pensare e di fare, con fatica, quello che è stato trasmesso di generazione in generazione. “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: è un’invocazione che unisce in una sola dimensione la grandezza di Dio e la dignità dell’uomo. Perché in un mondo dove non c’è da mangiare a sufficienza non può regnare Dio. E non si può nemmeno allestire alcun Convivium.

A risentirci e un augurio di buona estate a tutti voi!