Siccità annunciata ma ancora si é seminato l’assetato mais

Siccità annunciata ma ancora si é seminato l’assetato mais

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Buon sabato irrigato

Sono cinque anni che l’autunno-inverno non raccoglie abbastanza pioggia e neve per garantire una estate in cui non ci sia carenza idrica per l’agricoltura.

Nonostante questo, gli agricoltori, non solo mantovani, continuano, ostinatamente, a piantare l’assetato mais.

Chi e cosa li convince, non riesco a capire.

Non la resa per ettaro del prodotto che, con poca acqua non é certo alta, non il prezzo che non può essere dei migliori con le pannocchie secche e pelose, non la rendita in carne delle manze che mangiano il ceroso, carne che é in calo nella moda e sul mercato.

Allora chi convince gli agricoltori a seminare una pianta che beve più di una mandria di cammelli dopo l’attraversamento del deserto in una pianura che ormai deve risparmiare ogni goccia d’acqua raccogliendola e custodendola anche nelle ex cave, sfruttando ogni piccolo contenitore per poter far fronte alla sete delle colture spugnose?

Forse le multinazionali dei semi e delle piantine? O la mancanza di fantasia?

Se anche l’inverno, per il sesto anno consecutivo, non ci sarà un buon accumulo di riserve idriche dei grandi laghi e nei bacini idroelettrici, se si pianterà ancora mais, non sarà più possibile credere alle lacrime per la siccità.

Va bene essere ostinati nelle proprie convinzioni, ma con un po’ di buon senso, almeno.

A risentirci domani. Grazie

@robertostorti