LA MUSICA NEGLI ANNI

LA MUSICA NEGLI ANNI

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La storia della musica negli anni ‘90

Di Giacomo Berardi

Se negli anni ’70 cominciava a farsi strada il pop, negli anni ’80 questa tendenza era aumentata e negli anni ’90 il pop è diventato il genere più amato in tutto il mondo. A pari merito però si trova la musica dance, composta da una parte melodica e una parte ritmica. Insomma, è l’evoluzione della musica disco ma è molto più veloce e di facile ascolto. La Dance condivide con la disco music l’allegria e la voglia di muoversi che viene ascoltandola: è per questo che in quegli anni è la musica che in discoteca va per la maggiore.

Brani come “Because the night”, “No limit” e “Please don’t go” sono le colonne sonore delle vite di chi ha vissuto in quel periodo.

In realtà la musica Dance era suddivisa in più sottogeneri, i cui maggiori sono la techno e la house, la prima maggiormente apprezzata nei rave party poiché più “oscura” e quasi psichedelica, la seconda nelle comuni discoteche, dove il ballo scatenato era quello che si cercava.

Questo genere musicale è diventato famoso in quegli anni anche in Italia, dove vari gruppi si sono cimentati in questa musica. Un esempio? Gli Eiffel 65, gli autori di una delle canzoni più amate (e fastidiose) del mondo. (Scopritela a questo link: https://youtu.be/zA52uNzx7Y4).

Le origini di questo genere, oltre che in America, hanno radici anche a Berlino: dopo la caduta del muro sempre più persone avevano bisogno di sentirsi unite dopo tanto tempo divise e la musica dance divenne così l’emblema dell’unificazione di Berlino.

In quegli anni la musica dance si sentiva in ogni strada nella città Tedesca, così come in quasi tutta Europa. In Francia, invece, questo genere era stato sottovalutato e per i primi due anni di quel decennio non si sentiva musica dance da nessuna parte. Almeno finchè due parigini, Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, incuriositi dalla musica proveniente da oltreoceano, non formarono i Daft Punk. Questo duo aveva però intenzione di fare qualcosa di diverso: non volevano produrre la “solita” musica dance, volevano spingersi oltre: attualmente sono annoverati fra i creatori della musica elettronica e della house come la si intende adesso grazie a canzoni quali “Da funk” e “Harder, better, faster, stronger”.

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