Il tempo della Candelora

Il tempo della Candelora

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Il tempo delle radici

Buona giornata a chi apprezza le brevi note del Tempo delle radici.

Lasciamo Gennaio, che ormai è scivolato velocemente in Febbraio, e occupiamoci di “febbraietto, corto, corto e maledetto!”.

Era tempo, soprattutto per i contadini di una volta, di scrutare cielo e clima, per avere anticipazioni sull’esito dei raccolti. Bene: bastava arrivare al 2 di questo mese, giorno della Candelora, per avere le previsioni del tempo che sarebbe venuto. Dicevano infatti, soprattutto in campagna, quando erano ancora lontani i tempi delle cartine metereologiche e dei telegiornali, che il clima sarebbe stato brutto se febbraio fosse cominciato col sole:

“Se bat al sol in sal Candlìn, poar povrìn!” oppure “S’a bat al sol in sla Candela la sarà na brüta primavera”.

In ogni caso, la festa della Candelora prende il nome dalla Candelina che, il 2 febbraio, i devoti andavano a ritirare in chiesa: una candelina benedetta, che veniva poi appesa al muro e serviva a molti scopi benefici: scongiurava la grandine, teneva lontane le malattie, curava le screpolature dei piedi e (nel caso fosse sgocciolata) le scottature.

Tuttavia febbraio iniziava con altri santi che proteggevano da malanni e malattie: per San Biagio (il tre febbraio) si usava (e forse si usa ancora) farsi “benedire la gola”, mentre Santa Apollonia (il nove febbraio) era invocata contro il mal di denti, a memoria del martirio cui la santa fu sottoposta quando, nel III secolo, i suoi carnefici le spezzarono i denti, rompendole le mandibole.

Era proprio santa Apollonia che, secondo un’antica tradizione popolare del mantovano, raccoglieva i denti di latte dei bambini, collocati sulla mensola del camino, lasciando in cambio una moneta in segno di gradimento.

E, finalmente, dopo le preoccupazioni e i guai dell’inverno, anche i nostri bisnonni si concedevano la spensieratezza del Carnevale!…

@Maria Vittoria Grassi