Morgia: “uomo verticale” che non sbraita

Morgia: “uomo verticale” che non sbraita

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Buon lunedì calcistico

Io seguo le partite del Mantova Calcio attraverso i disegni che Ciffo ci regala ogni settimana e attraverso i suoi vivaci resoconti che pubblichiamo sul sito di Radiobase.

Oggi, parlo anche io di calcio, perché la fotografia che la Gazzetta di Mantova ha messo in prima pagina, mi ha colpito molto per stile e compostezza dell’allenatore Massimo Morgia che, come se venisse dal Giappone, si inchina, il giusto, in forma di ringraziamento, di fronte agli applausi scroscianti della Curva Te, alla fine della partita pareggiata con il Sondrio, che ha sancito anche la non promozione diretta del Mantova in serie C.

Un allenatore che conoscevano solo gli addetti ai lavori, ha conquistato, col suo modo di fare non gridato e nemmeno richiedente “cattiveria” ma solo tecnica e sacrificio, ai suoi ragazzi; ha conquistato, dicevo, non solo chi va allo stadio ma anche chi solo segue e legge di questa squadra che ha più di un secolo di gloria ma anche di drammi non solo economici.

La compostezza, che si trasforma anche in gesti e parole, di questo Signor Allenatore, in un momento in cui, dalla politica agli spettacoli alle interviste, sembra vinca chi sbraita e ulula di più, é la cifra significativa di questo Uomo che si percepisce “verticale”, sempre e comunque.

Grazie per questa testimonianza, ne avevamo, e abbiamo bisogno, soprattutto dagli uomini “pubblici”

A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie

@robertostorti

Immagine tratta dalla edizione Digitale della Gazzetta di Mantova

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