Col capostazione non sarebbe successo

Col capostazione non sarebbe successo

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Buon sabato binario

Scena prima: Alla stazione di Gonzaga/Reggiolo, dove non esiste sottopasso, il treno che doveva arrivare sul binario 3 viene deviato, dal sistema robotizzato che comanda da lontano, sul binario 1.

Scena seconda: il treno che doveva arrivare sul binario 1, per ovvie ragioni, viene deviato, sempre dal sistema robotizzato che comanda da lontano, sul binario 3.

Scena terza: i 50 e più pendolari che avrebbero voluto salire sul treno fermo al binario 3 non possono raggiungerlo perché il treno del binario 1 fa da barriera fisica, 

Scena quarta: il sistema robotizzato che comanda da lontano, fa partire prima il treno del binario 3 e poi quello del binario 1.

Scena quinta: i 50 e più pendolari rimangono bloccati sotto la pensilina, ad attendere, per un’ora, il successivo treno, arrivando, ovviamente in ritardo, al lavoro e a scuola.

Se ci fosse stato, non un robot, ma un umano, a dirigere le manovre, la questione si sarebbe risolta alla svelta invertendo l’ordine di partenza dei treni.

Il Capostazione però, è stato da tempo soppresso, così come la sala di attesa e i bagni, con conseguenti vandalismi e imbrattamenti dei monitor degli avvisi.

Questo abbandono di spazi e di funzioni, alla fine, ci costa di più di uno o due posti di lavoro garantenti  presenza fisica, sicuramente più smart dei tassonomici sistemi robotizzati, incapaci di sbrogliare guai che essi stessi hanno creato.

A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie

@robertostorti