Terreni: non più beni rifugio

Terreni: non più beni rifugio

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Buon giovedì terrestre

La terra, intesa come terreno coltivabile, sta perdendo lo status di bene rifugio.

Il prezzo al metro quadro, in collina, cala, così come nell’area dell’ostigliese, e non di qualche centesimo di punto ma nell’ordine delle decine, di punti.

La terra, che nemmeno i terremoti riescono a distruggere, contrariamente agli edifici e ai manufatti, sta perdendo il suo status di bene rifugio anche nell’area mantovana che rimane, comunque, una di quelle a maggior vocazione agricola.

Calando il prezzo, aumento gli scambi, accrescendo la concentrazione in poche mani dei terreni lasciati liberi e riducendo il numero delle piccole aziende.

Siamo lontani dal latifondo, ma un modello di azienda sta sparendo a vantaggio di una industrializzazione come richiesta dai mercati e la terra diventa solo uno strumento produttivo con una sua vita e una sua morte, legata, appunto, alle produzioni.

Difficile immaginare il futuro prossimo e remoto se non concentrandosi su prodotti di nicchia, che, come le mode, attirano molto.

A risentirci, o a rileggerci, alla, prossima occasione. Grazie

@robertostorti

#fotoNONmie Immagini di repertorio.