Ripensare il Sistema Sanitario

Ripensare il Sistema Sanitario

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Buon giovedì sano

Siamo stati i primi, in Europa, ad essere investiti dal ciclone coronavirus, ma non doveva, né poteva essere una sorpresa visto che in Cina era già iniziato con almeno 30 giorni di anticipo se non di più, e, come si sa , la Cina è vicina.

Ripensare il Sistema Sanitario Nazionale e Regionale, è necessario.

Il numero dei medici insufficiente per sostituire chi va in pensione, i posti letto per i gravi e quelli per la convalescenza, le convenzioni con le strutture private, la programmazione di un corretto, funzionante e funzionale piano per affrontare le impennate di ricoveri, devono essere risolti, non lasciati all’eroismo del personale sanitario che sta pagando, in questa fase, anche in termini di contagi e purtroppo, di morti.

Non è possibile che si facciano convenzioni con gli ospedali e le strutture private, senza mettere nero su bianco, e non su base volontaria ma obbligatoria, che, in caso di allarme, un numero ben definito di letti deve essere messo a disposizione, così come certe strutture e certi macchinari, per il pubblico.

70.000 posti letto cancellati negli ultimi 10 anni, qualcuno deve averli votati e voluti.

Per non essere vaghi. Formigoni e Maugeri non sono né nomi e nemmeno sentenze, definitive, di fantasia.

A risentirci, o a rileggerci, alla prossima occasione. Grazie

@robertostorti

#fotoNONmie Immagini di repertorio.