Favola del principe Verde (1)

Favola del principe Verde (1)

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C’era una volta un principe verde. Non che fosse proprio tutto verde, diciamo che tendeva in molte cose al verde: capelli verde prato, sopraccigli verde bandiera, occhi verdissimi, unghie verde bottiglia, carnagione verdastra.

Tutto derivava dal fatto che la regina sua madre, Lattuga, per tutto il tempo della gravidanza non aveva voluto mangiare altro che insalata, a colazione, pranzo e cena, nonostante gli ammonimenti del suo saggio medico, Kildare, e del fido maggiordomo Reginaldo.

Il marito di Lattuga, re Sintetico, era un uomo di poche parole, per cui si era limitato a dire per tutto il tempo: ”Mah, insomma, però…” e alla fine aveva accolto l’erede tutto contento lasciandosi andare ad un “Caspita!”.

Il nuovo nato fu chiamato, appunto, Verde e crebbe tutto lieto e festoso, molto giocherellone e amato da tutti.

Reginaldo se lo portava sempre dietro in auto quando andava a fare la spesa e il traffico era intenso perché, quando arrivava ai semafori, tutti scattavano sul verde. Anche la natura del castello ne aveva tratto giovamento: i prati restavano sul verde brillante tutto l’anno, i rami degli alberi non si seccavano e le foglie non cadevano.

L’atmosfera a palazzo poi era sempre allegra e piena di speranza: quando c’era un problema chiamavano Verde e in qualche modo tutto si risolveva. Qualche difficoltà, però, il principe l’incontrava: a tavola, ad esempio, ogni suo cibo, se non era già verde, rinverdiva e i cibi freschi addirittura crescevano nel piatto a vista d’occhio, con grande ansia di Reginaldo e, soprattutto, di re Sintetico che si abbandonava a dei sonori ”Tagliate!” quando le cime di rapanelli verdi o asparagi o fagiolini arrivavano al suo piatto.

La regina Lattuga era più tollerante: tanto mangiava in camera per conto suo! Verde non se la prendeva per nulla: mangiava bistecche verdi e pane verde con grande gusto, anche se qualche problema gli comportavano le bevande, tutte rigorosamente verdi!

Il difficile però comparve quando re Sintetico decise che era tempo per Verde di sposarsi e avere a sua volta qualche erede. Ma quale fanciulla avrebbe accettato un marito così totalmente verde?

Tuttavia il regno era grande e ricco e quindi molte ragazze si presentarono, desiderose di conquistare un marito danaroso.

Per prima si presentò una certa principessa Rosetta de Carminis. Era graziosa e elegante, anche se Reginaldo la trovava piuttosto grifagna. Rosetta si presentò a Verde, si inchinò fino a terra e gli afferrò con fare untuoso i piedi calzati di verde …

Fu un attimo: la ragazza cominciò a verdeggiare. Capelli, sopraccigli e unghie verdi, guance verdastre, ramoscelli teneri e freschi attorno alle orecchie … Rosetta (ormai Verdetta) scappò a gambe levate e nessuno la vide più.

“Bah” disse Sintetico, pensieroso. Verde si limitò ad alzare le spalle (Rosetta non gli era proprio piaciuta). Seguirono altre pretendenti: Nerina, Violetta e Fucsia furono rapidamente messe in fuga, tutte ormai bicolori, tra i Bah di Sintetico e le risate di Verde. Finché al castello giunse una certa e sconosciuta ragazza di nome Iris. Le cose questa volta andarono diversamente …

 

E, per farvi sapere come andarono, vi aspetto fra una decina di giorni! Il solito affettuoso a risentirci da Vittoria.