Storia di Bellachioma

Storia di Bellachioma

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C’era una volta una principessa, come sempre bella intelligente e ricca, a cui avevano dato il curioso nome di Bellachioma (ma tutti la chiamavano semplicemente Bella).

Il suo nome aveva, come potete immaginare, un perché: non solo era nata con dei folti capelli rossi che le arrivavano già alla schiena, ma questi capelli crescevano costantemente e senza sosta, e più venivano tagliati più crescevano.

Capitava spesso che valletti maggiordomi, nonché re e regina, calpestassero o incespicassero nei capelli di Bella, serpeggianti sulle scale o attorcigliati a finestre e sedie.

La parrucchiera di corte, Cerusica, si arrabattava come poteva, rincorrendo la principessa con le sue forbici sguainate e tagliando più in fretta che poteva, ma senza grande successo. Anzi capitò più di una volta che per errore tagliasse tende, corsetti, maniche e persino, una volta, il lobo di un orecchio del re, che, sebbene si chiamasse Santapazienza, minacciò di licenziarla. Inutile dire che Bella dormiva su un materasso di capelli che, più o meno di dimensioni normali alla sera, rasentava il soffitto alla mattina.

E, nonostante questo “piccolo” difetto, Bella era sempre allegra e gentile: si annodava i capelli attorno al corpo, li raccoglieva sulle braccia e scorrazzava festosa per la reggia e il giardino avvolta da un alone di nuvola rosso sgargiante, luminoso e brillante.

Quando un giorno, però, durante una cerimonia regale, tra banchetti sfarzosi, Cerusica tagliò le cinture a un gruppo di illustri ospiti, costringendoli a fuggire in mutandoni di pizzo, Santapazienza disse “Basta!” e convocò il consiglio dei Saggi del regno. “Questa storia deve finire – sbraitò, mentre spazzava via dalla tavola tre metri di capelli rossi – trovate un rimedio o dovrò farvi tagliare la testa dopo aver fatto rinchiudere Bella nella torre più alta del regno!”.

I tre saggi presenti rifletterono sulla cosa e alla fine si pronunciarono: “Non che non ci vogliamo riflettere, maestà, anzi, ma la cosa migliore sarebbe diramare un annuncio con Arald Band (il face book di allora): in tutto il regno qualcuno troverà un rimedio!”.

Detto fatto i tre saggi si imboscarono nella foresta per non trovarsi repentinamente decapitati e gli araldi cominciarono a diffondere la ricerca di un miracoloso guaritore del problema della principessa.

Quindi i giorni passavano, i capelli crescevano, Cerusica tagliava senza sosta e i tre saggi erano fuggiti armi e bagagli non si sa dove … finché si presentò a corte un giovane piuttosto malridotto, testa rasata e occhi intelligenti. “Sono qui per il bando! – esclamò – c’è una ricompensa?”. “Sì – ruggì Santapazienza, avvolto nella chioma della figlia – la ricompensa è che non ti taglierò subito quella testa rapata, forse domani!”.

Il giovane non se la prese troppo: si accarezzò la testa e, all’improvviso, si verificò una specie di prodigio … La sua testa si ricoprì di folti capelli rossi mentre i capelli di Bella si ritiravano fino a ridursi a una zazzeretta a caschetto, molto graziosa. “Finalmente sono riuscito a infoltire la mia zucca pelata! – disse il ragazzo con un inchino – è dalla nascita che ho questo problema!”: salutò graziosamente e se ne andò mentre i suoi capelli rossi cominciavano a crescere incessantemente creando dietro di lui una interminabile scia luminosa e serpeggiante. Si sarebbe pentito di questo scambio chiomato? Forse sì ma questa sarà un’altra storia…

Un grazie per l’attenzione e alla prossima da Vittoria!

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