La terza figlia di Re Grattacapo

La terza figlia di Re Grattacapo

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Le piccole storie di Maria Vittoria Grassi

C’era tre volte il povero e paziente re Grattacapo che, dopo aver sudato le consuete sette camicie, era riuscito a far maritare le sue due figlie primogenite, Ipotiposi e Mutanghera.

Come ormai sappiamo ne restava però una terza, Monosillaba, che fin dalla nascita si esprimeva solo, appunto, in termini monosillabici.

“Che dici, figlia mia, lo vorresti un marito?” chiese un giorno gentilmente Grattacapo. “E allora, principessa, vogliamo finire lo zitellaggio?” ribadì il gran ciambellano Bacucco, che aveva il tatto di un elefante.

“Boh” rispose Monosillaba, e aggiunse lasciandosi andare a un delirio di eloquenza: “mah, già, eh, bah…” “Cosa? Cioè?” gridarono in coro Grattacapo e Bacucco.

“Beh” fece Monosillaba, e se ne andò.

Grattacapo perse la testa: pestava i piedi, si strappò l’unico capello rimasto, tentò il suicidio con la limetta per le unghie di sua moglie Menefrego e si accasciò al suolo senza più parole.

Bacucco lì per lì gli propose di rispolverare una vecchia ghigliottina usata che stava in soffitta, poi addolcì la proposta dicendo: “Coraggio maestà: la imbavagliamo, la mettiamo in una cesta e la abbandoniamo nel fiume: qualcuno la troverà!” “L’hai scambiata per Mosè? – gridò inviperito Grattacapo!

Chiama il banditore e che Dio ce la mandi buona!” Il bando era interessante, anche se un po’ vago: “Cercasi sposo per principessa ricca, di bell’aspetto e di poche parole”. Fu comunque un successo: folle di pretendenti, per lo più figli di madri chiacchierone e invadenti, si presentarono, e così cominciò la consueta tiritera di richieste.

“Damigella silenziosa voglio averti come sposa!” “Se mi accetti mia signora parleremo per un’ora”. Le risposte di Monosillaba passavano dal “Mah” al “Bah”. I pretendenti restavano un po’ sconcertati: “Va bene parlare poco, pensavano, ma non così poco!” e finivano per tornare dalle loro madri chiacchierone ma senz’altro di maggior soddisfazione.

“Tira fuori la ghigliottina – disse Grattacapo a Bacucco – non so se la userò per me per lei o per te ma questa volta sono proprio al limite”.

Fu allora che il piccolo ciambellano, Bacucco junior, annunciò un ultimo pretendente. “Ma chi è?” gemette speranzoso Grattacapo. “Non so sire, è un musicista, dice che viene da un posto chiamato Hamelin.” “Eh!” fece inaspettatamente Monosillaba, mostrando per la prima volta un certo interesse. Entrò quindi saltellando un giovane di bell’aspetto suonando melodiosamente un piffero!

Ed ecco, meraviglia delle meraviglie, Monosillaba alzarsi in piedi e, danzando, avvicinarsi al giovane che, sempre suonando il suo strumento, infilò la porta e uscì per strada, incamminandosi non si sa per dove, seguito da Monosillaba che, leggera e delicata, avanzava a suon di musica. Svoltarono in fondo a un vicolo e nessuno li vide più.

Corse voce, poi, che questo favoloso incantatore di Hamelin fosse stato generosamente pagato per trascinare con sé la terza principessa.

E da chi fu pagato? direte voi.

Dalla regina Menefrego, stanca di dover continuamente smettere di limarsi le unghie per i capricci delle figlie.

 

Un caro saluto da Maria Vittoria Grassi e alla prossima!

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