Ramones “Ramones” (1976)

Ramones “Ramones” (1976)

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Ramones
“Ramones”, 1976 (Sire Records)
(Proto) Punk

di Paolo Pisi

La prima incisione dei Ramones è uno di quei dischi che hanno veramente cambiato la storia della musica: brani di 120 secondi con un minimo numero di accordi, sonorità praticamente sempre uguali, nessun assolo di chitarra, nessun passaggio di batteria, ma prima di quel disco non si era sentito mai nulla di simile.
La stessa copertina era rivoluzionaria, un mix di punk e metal prima del punk e del metal.
Il disco è al 33° posto nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi secondo la rivista Rolling Stone che lo mette anche al 1° posto degli album punk (4° posto secondo la rivista Mojo).
Personalmente il mio primo incontro col punk è dovuto a dei filmati dei Sex Pistols che comparvero in tv a “Odeon” o “L’altra domenica” rimanendone folgorato. Era il 1977, in fondo avevo solo 13 anni e odiavo la musica disco. Così i primi dischi che acquistai “in autonomia” con le mie prime mance furono il 45 di “God save the Queen” e il leggendario “Punk collection”, con lo sciacquone in copertina (che mi costò una scenata da mio padre: “Ma cos’hai comprato?” mi urlò…)
Ma che compilation, ragazzi… Ramones, Talking Heads, Police, Patti Smith, Iggy Pop, Flamin’ Groovies…
Già dal primo brano la strada dei miei gusti musicali si indirizzò per sempre: era “Sheena is a punk rocker”: non avevo mai sentito roba del genere.
Nel 1980 feci la mia unica trasgressione di figlio, andando di nascosto con due amici maggiorenni a Reggio Emilia e tornando a tarda notte… ma c’era un concerto dei Ramones, per la prima volta in Italia! Che meraviglia, ragazzi…
Il concerto durò circa un’ora ma non c’era un secondo tra una canzone e l’altra, solo il grido “1, 2, 3, 4! e quel “Gabba gabba hey!” a riempirmi orecchie e cervello. In tutta onestà non ricordo altro di quella sera, solo che eravamo all’aperto e non al Palasport come credevo e non avevo mai visto così tanto casino di gente e di volume in vita mia…
E ancora oggi quel grido, che in fondo è un inno alla libertà e all’accettazione di tutti per quanto possano essere diversi da noi (leggere il testo di “Pinhead”, please) è il mio canto di battaglia.
Un’ultima annotazione: condividevo la passione per questa musica con un solo mio amico, tagliato fuori come me, per cui ci dividevamo l’acquisto dei dischi scambiandoci poi le audiocassette; decidemmo di comprare i primi due dischi dei Ramones: lui prese “Ramones”, io “Leave home”, prima stampa italiana: il suo, su Discogs, vale oggi tre volte il mio… ma non fa niente: “GABBA GABBA HEY!”

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Nato a Mantova nel 1964. Medico legale, bioeticista e docente universitario, lavora all’ASST di Mantova; è Consigliere dell’Ordine dei Medici di Mantova.