Genesis “Seconds out” (1977)

Genesis “Seconds out” (1977)

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Genesis
“Seconds out”, 1977 (Charisma)
Pogressive

di Nicola Martinelli

E’ innegabile che i Genesis siano state tra le più importanti progressive band britanniche e che abbiano anche avuto molte vite, a seconda di quanti componenti della band rimanevano nel gruppo.
La formazione diciamo classica, quella a 5 componenti, che copre un arco temporale dal 1970 al 1975, era composta da Peter Gabriel, Tony Banks, Mike Rutherford, Steve Hackett e Phil Collins. In questa fase sfornano dei capolavori assoluti, dei capisaldi del progressive: “Trespass”, “Nursery Crime”, “Selling England by the pound”, tutte pietre miliari.
Le cose si mettono un po’ male quando improvvisamente Peter Gabriel lascia il gruppo dopo il concept album “The lamb lies down on Broadway”. Molti fan, i più esigenti, chiudono qui la carriera dei Genesis, ma non sono d’accordo.
La formazione a 4 pubblica tre album, tutti notevoli, e soprattutto questo magnifico doppio live. Phil Collins diventa il cantante, non sfigura affatto, e dal vivo si fa aiutare da altri due batteristi d’eccezione: Chester Thompson e Bill Bruford. Il risultato è un disco con una scaletta molto ben equilibrata tra i classici della formazione a 5 e i due della formazione a 4, soprattutto “A trick of the tail”. Il mio incontro con i Genesis parte da questo disco, prestato da un amico, cosa che solitamente si faceva negli anni ’80; è grazie ai prestiti che ho avuto gli incontri musicali più importanti, tra cui questo e Pat Metheny. Devo dire che subito non mi entusiasmò.
Dopo più ascolti, entrò di diritto tra i miei dischi preferiti, ed essendo un batterista mi entusiasmarono i duetti tra Chester Thompson e Phil Collins che, nonostante i detrattori, lo considero uno dei più grandi batteristi rock di sempre; ascoltate bene il lavoro con i Genesis tra il ’70 e il ’77 e  con i Brand X, una notevole band fusion.
Quando anche Steve Hackett lasciò il gruppo, la formazione a 3 e gli album successivi non mi entusiasmarono più, ma questa è un’altra storia.

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