Premiata Forneria Marconi “Storia di un minuto” (1972)

Premiata Forneria Marconi “Storia di un minuto” (1972)

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Premiata Forneria Marconi
“Storia di un minuto”, 1972 (Numero Uno)
Progressive

di Riccardo Savazzi

In origine erano I Quelli; batterista Franz Di Cioccio, chitarrista Franco Mussida, tastierista Flavio Premoli, bassista Giorgio ”Fico” Piazza e cantante Teo Teocoli (che li abbandona nel 1967).
Musicisti che nella seconda metà degli anni sessanta risultano per la qualità, la preparazione e la tecnica strumentale, tra i più richiesti nelle sale di incisione: collaborano infatti con Mina, Lucio Battisti e Fabrizio De André e tanti altri (furono proprio le loro spiccate doti tecniche a permettere alla band di diventare più di una session men di lusso).
Sono gli anni in cui il rock progressivo sta muovendo i primi passi in Inghilterra, ed il nuovo genere, ricco di influssi classici, folk, jazz, ecc., si dimostra ideale per l’evoluzione musicale del quintetto.
La svolta, nel 1970, con l’abbandono della forma canzone ed il passaggio a composizioni marcatamente più elaborate.
La band cambia nome, prima Krel e successivamente, con l’ingresso del violinista e flautista Mauro Pagani (proveniente dai Dalton), nasce la Premiata Forneria Marconi.
Storia di un Minuto è il loro primo album ed il brano Impressioni di Settembre (di Mussida-Pagani su testo di Mogol) diviene a breve uno dei loro cavalli di battaglia.
Per non disperdere l’energia trasmessa dalle loro celebri esibizioni dal vivo, l’album venne inciso in presa diretta in studio e per la prima volta in Italia una band utilizzò il Minimoog (avuto in prestito da un importatore italiano).
Dopo una breve introduzione, l’album si apre con Impressioni di Settembre, dove il sorgere del sole si distende sopra un mare di erba ed il pensiero vola e va (poesia delle parole a cui fa eco un famosissimo giro di tastiere).
A seguire È Festa, brano prettamente strumentale dove spiccano le scale di chitarre di Franco, le tastiere di Flavio e, verso la fine, la batteria di Franz ed il basso di Giorgio.
I brani successivi sono Dove… Quando… (Parte I), a chiusura del lato A e Dove… Quando… (Parte II), primo brano del lato B; due facce della stessa medaglia, con la prima che sembra la versione acustica della seconda, dove la fanno da padroni la follia del pianoforte, la prepotenza del violino ed i piatti fumosi della batteria.
La sesta traccia è La Carrozza di Hans (scritta da Mussida su un camioncino), senza dubbio il brano più divertente. Alla sola voce iniziale fanno seguito la batteria insieme alla chitarra; nel finale la musica acquista velocità e volume per interrompersi all’improvviso.
Il disco si chiude con la gioiosa Grazie Davvero (altra chicca del rock sinfonico, marcatamente ottimista da apparire come un maestoso inno alla vita); senza dubbio il pezzo più sperimentale, dove i fiati, orchestrati da Premoli, raggiungono vertici di sincera bellezza.
Storia di un Minuto è un album dove il progressive italiano è oramai maturo e non teme la sfida con i giganti britannici.

Buon ascolto.

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La musica è stata ed è la colonna sonora delle mie giornate, di studio, di lavoro e di svago. Mi piace leggere, amo in modo viscerale la montagna ed in particolare, anche se può sembrare un paradosso, il Südtirol dove, da diversi decenni, trovo rifugio nei mesi estivi.