Franco Battiato “La voce del padrone” (1981)

Franco Battiato “La voce del padrone” (1981)

1057
0
Condividi

Franco Battiato
“La voce del padrone”, 1981 (EMI )
Musica d’autore

di Riccardo Savazzi

La scelta di proporre questo album come Pietra Miliare mi aspetto che provocherà tra chi legge, dettati dall’idea che ognuno di noi si è fatto dell’artista e delle sue qualità, pareri discordanti (capolavoro che rivoluzionò il linguaggio musicale dell’epoca o prodotto commerciale).
Sicuramente fu uno dei rarissimi album che seppe catturate chiunque, dai nostalgici della canzone italiana ai seguaci delle nuove tendenze musicali.
All’epoca e forse anche oggi i detrattori dell’album etichettarono “La Voce Del Padrone” come il compromesso fra un artista d’avanguardia e l’esigenza della EMI, appunto il padrone, di rimpinguare le casse della casa discografica.
In realtà in questo album Battiato riesce a fondere in una miscela geniale musica pop, elettronica e sinfonica, ottenendo soluzioni musicali coinvolgenti.
L’album è caratterizzato dall’alternarsi di una ritmica pressante, di atmosfere malinconiche ma stravolte dalla presenza del sassofono e del basso “Summer On A Solitary Beach”, di aperture melodiche/poetiche, con una vena sinfonica, soffocate dall’incalzare di un drum’n’bass (batteria e basso) “Gli Uccelli”, di rimandi ad immagini e filosofie orientali “Centro Di Gravità Permanente”, della polemica dell’artista sui costumi e malcostumi della società del tempo, per la verità non molto dissimile da quella odierna, “Bandiera Bianca”.
Inoltre, come non evidenziare la sorpresa che l’artista riserva agli ascoltatori associando, con un’intelligenza davvero notevole, elementi culturali differenti: i profughi afgani ed i pellerossa americani “Cuccurucucu” e “Sentimento Nuevo”.
Infine, la diversione sulla vita ed il cambiamento “Segnali Di Vita” dove Battiato anticipa lo stile pop più riflessivo dei dischi successivi.
Come anticipato all’inizio il giudizio su questo lavoro sarà discordante; sicuramente grazie a questo lavoro però molti impararono a conoscere ed apprezzare le composizioni (precedenti e future) di un artista poliedrico come Franco Battiato che, detto tra noi, come ballava lui, non ci riuscirà più nessuno.

Buon Ascolto.

Condividi
La musica è stata ed è la colonna sonora delle mie giornate, di studio, di lavoro e di svago. Mi piace leggere, amo in modo viscerale la montagna ed in particolare, anche se può sembrare un paradosso, il Südtirol dove, da diversi decenni, trovo rifugio nei mesi estivi.